Psicologia transgenerazionale: i legami invisibili

Citazione Consigliata: Manfredini, E. (2017). Psicologia Transgenerazionale: I Legami Invisibili [Blog Post]. Retrieved from: http://www.tagesonlus.org/2017/03/23/psicologia-transgenerazionale-i-legami-invisibili/

 

Può il passato dei nostri antenati influenzare realmente la vita di ognuno di noi? Come già sosteneva Sant’Agostino “i morti non sono degli assenti, sono solo degli invisibili”.

 

Spesso pensiamo ai nostri problemi e difficoltà emozionali esclusivamente in termini individuali, dimenticandoci del fatto che facciamo parte di un sistema più ampio, la famiglia, che non è solo quella dei nostri genitori ma anche quella che si estende almeno fino ai nostri bisnonni. Siamo parte di un tessuto le cui maglie sono strettamente intrecciate le une con le altre.

 

Secondo la psicologia transgenerazionale è possibile che, a livello inconscio, fatti, pensieri ed emozioni vengano trasmessi da una generazione all’altra. Ciò avviene quando un evento traumatico (individuale o familiare) non riesce ad essere elaborato e diventa qualcosa di indicibile, un segreto, dunque il contenuto emozionale dell’esperienza rimane bloccato in quello che Abraham e Torok (1993) definiscono nei concetti di “fantasma” e “cripta”. In tal modo è possibile che “le paure che assillano un individuo potrebbero essere le stesse che assillavano un genitore o un avo” (Baldascini, 2012); i nostri problemi possono perciò riflettere proprio quei conflitti, traumi e segreti non risolti all’interno del nostro sistema familiare.

 

Ma perché ci facciamo carico del destino dei nostri antenati? Boszormenyi-Nagi (1998) parla di lealtà familiari invisibili, una forza per la quale i figli sono fedeli ai genitori e al loro clan familiare, tendendo a ripeterne il destino, spesso in maniera analoga. Tali lealtà servono a mantenere il legame e un senso di identità comune fra le generazioni, per cui chi se ne discosta può avvertire la sensazione di avere tradito un modello di appartenenza oppure può sentirsi in colpa.

 

Dunque il nostro destino è così determinato? Secondo Anne Anceline Schutzenberger (2004) “siamo meno liberi di quello che crediamo, ma abbiamo la possibilità di conquistare la nostra libertà e di uscire dal destino ripetitivo della nostra storia familiare comprendendo i legami complessi che si sono tessuti nella nostra famiglia”.

 

Dott.ssa Elisa Manfredini,

PSICOLOGA

Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n. 5614

 

Bibliografia:

Abraham N., Torok M. (1993). La scorza e il nocciolo, Borla

Baldascini L.. Convegno sulla trasmissione transgenerazionale del 25 e 26 ottobre 2012, Università degli Studi di Firenze

Boszormenyi-Nagi I., Spark Geraldine M. (1988). Lealtà invisibili: la reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale, Astrolabio

Nicolò Corigliano A.M. (1996). Il transgenerazionale tra mito e segreto, in “Interazioni” fasc. 1, Franco Angeli

Schutzenberger A.A. (2004). La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell’albero genealogico, Di Renzo

 

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