I Nostri Reportage: Incontro con Simone Cheli

Citazione Consigliata: Di Natale, S. (2017). I Nostri Reportage: Incontro con Simone Cheli [Blog Post]. Retrieved from: http://www.tagesonlus.org/2017/05/02/i-nostri-reportage-incontro-con-simone-cheli/

 

Uno degli errori che possiamo commettere in presenza della parola cancro è assumere un atteggiamento di non interesse per questa tematica. Il cancro interessa tutti e lo fa con alcuni in modo diretto, con altri colpendo un familiare, un amico, un conoscente o semplicemente una persona cara di qualcuno per noi significativo. Il dott. Cheli, sabato 22 aprile, ha presentato l’uscita dell’attesissimo libro di Linda Carlson e Micheal Speca: “Affrontare il cancro con la Mindfulness. Un programma per far fronte alle terapie e ritrovare il senso della propria vita”(Carlson & Speca, 2017).

L’MBCR (Mindfulness-Based Cancer Recovery) (Carlson et al. 2003) rappresenta una declinazione del primo programma di mindfulness nato presso l’University of Massachusets School of Medicine da Jon Kabat-Zinn: l’MBSR – Mindfulness Based Stress Reduction (Kabat-Zinn 1990). Gli autori, infatti, hanno riadattato il programma originario, creato inizialmente per far fronte allo stress generato in persone con dolore cronico, per rispondere alle esigenze e alle difficoltà specifiche di chi intraprende un percorso oncologico.

Oggi l’MBCR, grazie al forte interesse scientifico di Linda Carlson e Micheal Speca, vanta più di 20 anni di ricerche, i cui dati di efficacia hanno reso lo stesso programma di mindfulness, applicato a patologie fisiche, quello con più evidenze scientifiche in assoluto (Cheli & Didonna, 2017).

Il dott. Cheli, che da anni svolge la sua attività clinica all’interno del contesto oncologico, ha chiarito il perchè la Mindfulness risulti uno degli interventi più idonei per chi viene travolto dagli effetti fisici e psicologici che una diagnosi di cancro può produrre. Generalmente definita come il “prestare attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, rivolto al momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn 1990) , la Mindfulness si basa su due concetti fondamentali: la mente pensa e si distrae; l’uomo può essere solo consapevole di quando questo accade e ritornare, riportando in modo gentile e non giudicante, la propria attenzione al momento presente. I programmi basati sulla mindfulness sono assimilabili ad un training attentivo, dove l’accettazione per l’esperienza del qui e ora (nelle sue dimensioni del pensare, sentire e percepire a livello sensoriale) incontrano un atteggiamento di apertura e di non giudizio, la cui assenza, il più delle volte, è alla base di una sofferenza aggiuntiva che l’uomo crea di fronte a quelle situazioni che non possono essere modificate, proprio come quelle legate alla diagnosi “Lei, signore/a ha il cancro”. La vita cambia, la mente vaga e torna al momento, al giorno, alle settimane prima che quella frase venisse pronunciata, per poi proiettarsi nel futuro portando con sé paure, ansie, timori.  Come spiegava il dott. Cheli “se sono seduto in una stanza quadrata, le sue pareti diventano inevitabilmente il mio confine, quel dato di realtà che non posso cambiare, modificare. Non posso abbattere un muro portante solo perché vorrei che la stanza del mio studio fosse più grande; quello che posso fare si limita alle possibilità che sono iscritte all’interno di quella stanza (cambiare i mobili, spostare le sedie ecc.)”. Il cancro sembra assumere le caratteristiche di quelle mura per una persona: negarlo, rimuginarci su, ruminare su quello che si poteva fare per diagnosticarlo prima, distrarsi evitandolo non modificherà di certo il fatto che è presente, anzi sarà causa di quella sofferenza che, nell’ambito della Mindfulness, viene definita sofferenza secondaria.

E allora l’unica cosa che sembra utile in termini di stress è imparare a stare con ciò, che in questo momento, sembrano essere i nostri vincoli immodificabili e gestire consapevolmente i sintomi correlati al cancro (perdita dei capelli, cambiamenti nell’immagine di sé e nell’identità, sonno e stanchezza, dolore e nausea) e gli effetti collaterali dei suoi trattamenti.

Il programma MBCR affianca dunque una parte psicoeducativa propria della condizione oncologica con una parte esperenziale (meditazioni formali e informali), in un contesto di gruppo (possibilmente rispettando l’omogeneità delle caratteristiche dei partecipanti: esempio stessa fase del trattamento ecc…) che ne rappresenta la forza e la risorsa.

Concludo questo reportage con le parole e l’incoraggiamento degli autori Carlson e Speca, che ringraziamo come Tages Onlus per la gentilezza, l’umanità e l’estrema professionalità che li contraddistingue.

Guarda il video degli autori:

 

 

Dott.ssa Sefora Di Natale

Psicologa

Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana N° 7004

 

 

Bibliografia

Carlson L.E., Speca M., Patel K.D., & Goodey E. (2003). Mindfulness-based stress reduction in relation to quality of life, mood, symptoms of stress, and immune parameter in breast and prostate cancer outpatients. Psychosomatic Medicine 65, 4, 571-81.

Carlson e L.E. & Speca M. (2017). Affrontare il cancro con la mindfulness. Un programma per far fronte alle terapie e ritrovare il senso della propria vita. Giovanni Fioriti Editore, Roma.

Cheli, S. & Didonna, F. (2017). Introduzione all’edizione italiana. In L.E. Carlson & M. Speca M., Affrontare il cancro con la mindfulness. Un programma per far fronte alle terapie e ritrovare il senso della propria vita, pp. xi-xiii. Giovanni Fioriti Editore, Roma.

Kabat-Zinn, J. (1990) Full catastrophe living: Using the wisdom of your body and mind to face stress, pain and illness. Dell, New York. Trad. it (2002).Vivere momeno per momento. Corbaccio, Milano.

No Comments

Post a Comment