I nostri reportage: Incontro con Margherita Lang

Citazione Consigliata: Busdraghi (2017). I nostri reportage: Incontro con Margherita Lang  [Blog Post]. Retrieved from: http://www.tagesonlus.org/2017/12/21/i-nostri-reportage-lang

Probabilmente nessun costrutto come quello dell’intelligenza è stato tanto studiato tra gli addetti ai lavori del mondo della psicologia. E dopo tanti studi quello che di sicuro si può dire è che non c’è un accordo unanime sulla sua definizione.

Se facciamo affidamento al senso comune, includiamo nella definizione di intelligenza la capacità di risolvere problemi, la capacità verbale e la competenza sociale: tanto più una persona possiede queste capacità, tanto più appare intelligente. Se ci spostiamo in campo scientifico, nel mare delle teorie esplicite sull’intelligenza si distinguono quelle che concepiscono il costrutto come unitario (per esempio le teorie fattoriali o strutturaliste) e quelle che invece fanno riferimento alle intelligenze multiple (con autori, per citarne solo un paio, come Gardner o Sternberg).

Uno dei motivi del proliferare di tante teorie è probabilmente questo: l’intelligenza non è un qualcosa che si ha oppure no, è un mosaico fatto di tantissimi tasselli, tasselli che si possono incastrare in innumerevoli modi diversi e la cui presenza è sostanziata nei nostri comportamenti. Ovvero possiamo pensare all’intelligenza come a un’abilità che si manifesta nel modo in cui rispondiamo alle richieste dell’ambiente, mettendo in atto comportamenti più o meno adattivi.

Ma quali sono state le conseguenze di così tante teorizzazioni? Passando da un piano strettamente speculativo a un piano applicativo, il risultato è stato che gli strumenti che aspiravano a misurare l’intelligenza non erano costruiti su un modello teorico definito e accreditato, tra teoria e operazionalizzazione della teoria il gap era vasto.

Alla fine degli anni Novanta, si perviene finalmente a una definizione consensuale dell’intelligenza secondo il modello psicometrico: l’intelligenza è concepita come una gerarchia di abilità, da quelle più generali a quelle più specifiche, stabili, in buona sostanza ereditarie, in grado di predire le prestazioni in ambito scolastico e lavorativo e di influire sulla qualità della vita (Neisser, Boodoo et al.,1996; Neisser, 1997). Sulla base di questo modello, si prova a cambiare l’architettura degli strumenti esistenti e a costruire nuovi strumenti che parlino una lingua comune. Il modello unificante di cui stiamo parlando è il modello CHC (Cattell-Horn-Carroll, 1997).

Come è nato? Punto di partenza è il modello  il modello di Cattell-Horn (Gf-Gc). Questo è un modello delle abilità cognitive a due strati: allo strato superiore troviamo abilità cognitive ampie (Intelligenza cristallizzata, Intelligenza fluida, Memoria a breve termine ecc.); lo strato inferiore è caratterizzato dalle abilità primarie individuate da Thurstone (Comprensione verbale, Capacità numerica, Visualizzazione spaziale ecc.).

Nello stesso periodo, Carroll propone un modello a tre strati delle abilità cognitive in cui propone una classificazione delle abilità cognitive derivata empiricamente. Questo modello è gerarchico: al vertice (stratum III) troviamo il fattore g, il secondo strato (G) è costituito da un numero limitato di abilità ampie: Intelligenza fluida (Gf), Intelligenza cristallizzata (Gc), Memoria generale e apprendimento (Gy), Percezione visiva ampia (Gv), Percezione uditiva ampia (Ga), Abilità ampia di rievocazione (Gr), Velocità cognitiva ampia (Gs) e Velocità di elaborazione (Gt). Lo stratum I è la base del modello piramidale ed è costituito da numerose abilità ristrette (circa 70).

I due modelli di cui abbiamo appena parlato vengono poi definitivamente messi a confronto da McGrew, che nel 1997 ne analizza analogie e differenze. Nello stesso anno gli stessi Autori, in una comunicazione personale che ha sicuramente segnato una svolta nel campo dello studio dell’intelligenza, acconsentono a unificare i loro modelli nel modello CHC.

Quando parliamo di strumenti per la misurazione dell’intelligenza, l’associazione con il nome di Wechsler è quasi automatica! La tradizione degli strumenti da lui ideati è forte e sicuramente a livello nazionale sono un gold standard da utilizzare per l’intero arco di vita.

Nello stimolante incontro con la prof.ssa Lang e la dott.ssa Michelotti, ultimo appuntamento del ciclo “Incontri con l’Autore” che Tages Onlus ha organizzato nel 2017, abbiamo avuto modo di approfondire come tali strumenti, e in particolare la WISC-IV (Wechsler, 2003), possano essere efficacemente usati nella pratica clinica, anche in contesti valutativi che non interessino unicamente le abilità intellettive.

La quarta edizione della WISC è stata revisionata in modo importante proprio per essere in linea con il modello CHC (Flanagan e Kaufman, 2009; Carroll, 1993, 1997; McGrew, 1997). Il risultato di questa operazione è stata la riduzione dell’importanza attribuita al quoziente intellettivo totale e l’aumento del numero di punteggi compositi a disposizione, più specifici e quindi più traducibili in interventi pratici di recupero o potenziamento.

Attraverso le parole di Lang e Michelotti, è stato possibile capire come uno strumento psicometrico possa essere felicemente impiegato nei contesti clinici più diversificati. Se somministrato in modo esperto e interpretato alla luce delle loro indicazioni, frutto di anni di studio, pratica e ricerca, è un alleato prezioso di cui un professionista può difficilmente fare a meno.

 

Dott.ssa Chiara Busdraghi

Psicologa

(Iscrizione all’Ordine degli Psicologi della Toscana n°6641)

 

Bibliografia:

Carroll, J.B. (1997). The three-stratum theory of cognitive abilities. In D.P. Flanagan, J.L. Genshaft e P.L. Harrison (a cura di), Contemporary intellectual assessment: Theories, tests, and issues. Guilford Press: New York.

Cattell, R.B. e Horn, J.L. (1978). A check on the theory of fluid and crystallized intelligence with description of new subtest designs. Journal of Educational Measurement, 15, 39-164.

Kaufman, A.S. e Flanagan, D.P. (2009). Essentials of WISC-IV Assessment. Wiley: New York.

McGrew, K.S. (1997). Analysis of the major intelligence batteries according to a proposed comprehensive Gf-Gc framework. In D.P. Flanagan, J.L. Genshaft e P.L. Harrison (a cura di), Contemporary Intellectual Assessment: Theories, tests, and issues. Guilford Press, New York.

Wechsler, D. (2003). Wechsler Intelligence Scale for Children-Fourth Edition (WISC-IV). The Psychological Corporation: San Antonio, TX. Ad. It. Giunti O.S. Organizzazioni Speciali (2012).

 

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