I nostri reportage: Incontro con Cesare Maffei

Citazione consigliata: Di Natale, S. (2018). I Nostri Reportage: Incontro con Cesare Maffei [Blog Post]. Retrieved from: http://www.tagesonlus.org/2018/05/13/maffei

Affrontare il tema dei disturbi di personalità è molto complesso e lo è ancor di più quando si cerca di far chiarezza all’interno del panorama clinico rispetto alle numerose teorie e trattamenti esistenti ad oggi per il Disturbo Borderline di Personalità (DBP).

Il professor Cesare Maffei, il 24 marzo scorso, ha presentato a Tages Onlus l’edizione italiana da lui curata del libro “Introduzione alla DBT” di Marsha M. Linehan. Durante il seminario, ha fornito una sintesi puntuale in merito allo stato dell’arte della Dialectical Behavior Therapy (DBT), originariamente sviluppata dalla Linehan negli anni settanta per il trattamento dei pazienti a rischio suicidario.

La DBT è considerata un trattamento cognitivo-comportamentale di terza generazione, che prevede “l’integrazione della migliore ricerca empirica disponibile con l’esperienza clinica nel contesto delle caratteristiche del paziente, della sua cultura e delle sue preferenze” (APA, 2005). Affermare questo significa considerare la DBT come il risultato di un delicato processo che ha previsto, e che prevedere tutt’ora, la verifica continua del trattamento rispetto a specifici principi previsti dal modello e dalla teoria di riferimento.

All’interno del panorama delle terapie disponibili per i pazienti borderline, qual è il contributo che la Linehan ha apportato con la definizione e la strutturazione della DBT? La teoria che ne è alla base integra al suo interno elementi propri di diversi approcci, come quello psicodinamico, quello gestaltista e quello comportamentale. Come si fa con la cucitura di un vestito, la complessità che caratterizza il modello della DBT risiede proprio nel trovare la giusta interazione tra i vari elementi.

I fondamenti teorici della DBT si basano essenzialmente sull’equilibrio di tre componenti: le scienze del comportamento, le scienze dell’accettazione ( mindfulness ) e la Filosofia Dialettica.

Perché proprio queste tre componenti?

La sola applicazione dei principi comportamentali, nella cura e nel trattamento di donne con alto rischio suicidario, rischia di essere altamente inefficace (e invalidante emotivamente). La componente dell’accettazione di tale sofferenza risulta, dunque, necessaria ai fini terapeutici, in un’ottica in cui accettazione e cambiamento trovano il giusto equilibrio all’interno della filosofia dialettica.

E che cos’è esattamente la dialettica? Il riferimento a tale principio deriva dalla storia personale di pratica Zen di Marsha Linehan, la quale fa continui riferimenti al pensiero orientale in una visione del mondo sistemica. La realtà, spiega il professor Maffei, è costituita da parti (eventi) che interagiscono tra di loro secondo logiche del fluire o forze oppositive: i principi di tale interazione determinano il sistema. In questa visione, non vi è nulla di stabile, tutto è in transizione; e noi stessi cambiamo costantemente.

In termini psicologici, la Linehan spiega che i pazienti borderline tendono ad arrestare continuamente il cambiamento all’interno delle loro relazioni e questo è oggetto di forte sofferenza. Nello specifico, avendo per definizione una mente anti-dialettica, tendono a scambiare costantemente le loro idee per realtà (deficit di differenziazione), alimentando ciò che viene definita in termini DBT “la mente giudicante”. La Dialettica aiuta il clinico a far sì che il sistema del paziente vada avanti, non si arresti, favorendo il cosiddetto principio del relativismo della verità, in cui la realtà è solo un processo relazionale, in cui il nostro punto di vista può esistere e coesistere con il pensiero dell’altro.

Il trattamento previsto dalla DBT è complesso e mira ad aumentare le competenze del paziente, migliorandone la motivazione a mettere in atto comportamenti funzionali, e disincentivando quelli disfunzionali (e pericolosi), che possano essere generalizzati nel proprio ambiente di riferimento (Linehan et al., 2007).

Per perseguire questo obiettivo, la DBT propone diversi tipi di interventi terapeutici:

·      la psicoterapia individuale;

·      il gruppo di skills training;

·      la consultazione telefonica;

·      il team meeting di consultazione;

·      gli interventi collaterali (gruppo familiari, farmaci …).

Il professor Maffei, durante il seminario, ha dedicato ampio spazio alla presentazione dello skills training e alla sua strutturazione.

Lo skills training costituisce una parte importante dell’intervento, e cioè la sua componente psicoeducativa. La formazione delle competenze è infatti un elemento essenziale della terapia dialettico comportamentale. L’incontro settimanale, della durata di circa due ore, in presenza di un trainer delle abilità e di un co-leader (entrambi con formazione DBT), mira all’acquisizione di un insieme di capacità fianlizzate a gestire l’instabilità emotiva dei soggetti con diagnosi di disturbo borderline di personalità (Soler et al., 2009).

Gli strumenti dello skills training riguardano l’insegnamento di quattro specifici moduli, della durata di sei mesi, e ripetibili per altri sei (Linehan, 2001):

1.     Le abilità di Efficacia interpersonale: il modulo prevede l’insegnamento di abilità atte a modificare situazioni ambientali che provocano una sofferenza significativ. Nello specifico, le strategie acquisite aiutano la persona a migliorare le relazioni, gestendo i conflitti interpersonali.

2.     Le abilità di Regolazione emotiva: in presenza di una risposta emotiva intensa e profondamente dolorosa, il modulo ha lo scopo di migliorare il rapporto tra la persona e le proprie emozioni, modificando di conseguenza i comportamenti messi in atto in risposta a tale intensità emotiva.

3.     Le abilità di Tolleranza della sofferenza: le abilità proposte in questo modulo aiutano la persona a vivere la propria vita, attraverso l’accettazione di dolore e sofferenza.

4.     Le abilità di Mindfulness: il modulo prevede l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei vissuti interni della persona (pensieri, emozioni, sensazioni fisiche) e dei suoi comportamenti, al fine di promuovere un atteggiamento accettante e non giudicante rispetto ad essi.

Nel corso del tempo i principi della DBT hanno superato i confini della diagnosi di DBP e sono stati adattati ad altri tipi disturbi e pazienti. Attualmente, all’interno del panorama clinico, possiamo trovare una manualistica sul trattamento dialettico-comportamentale:

·      Per Binge Eating e Bulimia: orientato al trattamento dei disturbi alimentari in soggetti che non presentano caratteristiche di personalità borderline. Il modello non prevede la terapia individuale, ma la presenza di gruppi psicoeducazionali ed uno specifico modello di management (Safer, Telch & Chen, 2011);

·      Per gli adolescenti: orientato al trattamento di adolescenti che presentano tematiche di fondo legate all’autolesionismo e al rischio suicidario. Sono previsti i gruppi per i pazienti e per i familiari (Rathus & Miller, 2016);

 

Dott.ssa Sefora Di Natale

Psicologa (Iscrizione all’Ordine degli Psicologi Toscana n°7004)

Socio Ordinario Tages Onlus

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

Linehan, M.M., (2011). Trattamento cognitivo comportamentale del disturbo borderline Milano: Raffaello Cortina editore.

Linehan, M.M, Comtois, K.A., Murray, A.M., Brown, M.Z., Gallop, R.J., Heard, H.L. & Korslund, K.E. (2007). Two-Year Randomized Controlled Trial and Follow-up of Dialectical Behavior Therapy vs Therapy by Experts for Suicidal Behaviors and borderline Personality Disorder. Archivers of General Psychiatry, 64(12), 1401.

Linehan, M.M. (2017). Introduzione alla DBT: il trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Rathus, J.H., & Miller, A.L. (2016). Manuale DBT per adolescenti. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Safer, D.L, Telch, C.F., & Chen, E.J. (2011). Binge eating e bulimia. Trattamento dialettico-comportamentale. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Soler, J., Pascual, J.C., Tiana, T., Cebria, A., Barrachina, J., Campins, M.J., Gich, G., Alvarez, E., & Perez, V. (2009). Dialectical behaviour therapy skills training compared to standard group therapy in borderline personality disorder: a 3-month randomized controlled clinical trial. Behaviour Research and Therapy, 47: 353–58.

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