IMPARARE A VIVERE E AMARE – secondo PHILIP ZIMBARDO

Citazione Consigliata: Floridi, M. (2019). Imparare a vivere e amare – secondo Philip Zimbardo [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2019/10/18/imparare-a-vivere-e-amare-secondo-philip-zimbardo

 

REPORT DAL SEMINARIO:

 

Si è tenuto Martedì 8 Ottobre presso la Fondazione Stensen l’interessante incontro che ha visto protagonista Philip Zimbardo, in occasione della presentazione del suo nuovo libro dal titolo “Vivere e amare. Guarire dal passato, abbracciare il presente, creare il futuro ideale”.

Chiunque abbia affrontato un percorso di studi in psicologia o si sia in qualche modo avvicinato a questo ambito conoscerà la figura di Philip Zimbardo, così importante da essere presente anche nei libri di testo universitari.
Mentre per coloro che invece non hanno idea di chi sia, Philip Zimbardo è uno psicologo statunitense di origini italiane, come lui stesso sottolinea durante il suo intervento.
Zimbardo divenne famoso nel 1971 in seguito all’Esperimento della prigione di Stanford, durante la quale in breve vennero selezionati casualmente 24 studenti universitari di età compresa tra i 20 e i 30 anni e ai quali venne assegnato, sempre in maniera casuale, il ruolo di “prigioniero” o di “guardia”. L’esperimento inizialmente sarebbe dovuto durare 14 giorni, ma fu interrotto soltanto dopo 6. Ciò accadde perché i ricercatori osservarono che i partecipanti iniziavano ad immedesimarsi in maniera estrema nei loro ruoli. Nello specifico le guardie iniziarono a mostrare comportamenti violenti, mentre i prigionieri manifestarono segni di dissociazione e problematiche a livello emotivo e psicologico. Da questo esperimento nacque il libro “L’Effetto Lucifero. Cattivi si diventa?” (2008), che ripercorre la storia dello studio di Stanford.

 

Dopo avervi presentato questa enorme figura della psicologia, torniamo al suo intervento.
Zimbardo ha iniziato introducendo la sua Terapia della Prospettiva Temporale (Time Perspective Therapy, TPT), la quale permette di comprendere in che modo la persona si pone nei confronti del passato, del presente e del futuro. Secondo la teorizzazione di Zimbardo esisterebbero sei differenti tipologie di prospettiva temporale:

 

  • Passato positivo: queste persone tendono a concentrarsi principalmente sulle esperienze passate;
  • Passato negativo: in questo caso la persona si sofferma su ciò che è andato male nel passato, vivono di rimpianti e pensano costantemente a come sarebbero potute andare le cose;
  • Presente edonistico: questi individui sono focalizzati alla ricerca del piacere e al soddisfacimento immediato dei loro bisogni;
  • Presente fatalistico: queste persone sentono di non aver nessun controllo su ciò che gli accade e che il loro destino sia già determinato a priori;
  • Futuro: fanno parte di questa categoria le persone orientate al futuro, che pensano sempre in anticipo e fanno progetti;
  • Futuro trascendente: questo è il caso di coloro che ritengono che la vita dopo la morte sia più importante di quella che stanno attualmente vivendo.

 

La TPT cerca di aiutare la persona a creare un equilibrio tra le varie prospettive, ed è stata utilizzata maggiormente in soggetti con Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD).

 

Successivamente il professor Zimbardo ha presentato il suo nuovo libro, scritto insieme a Rosemary Sword, nel quale viene discussa la prospettiva temporale in relazione all’instaurarsi di relazione tossiche. Gli autori hanno infatti osservato come le persone invischiate in relazioni dannose per loro, presentano una prospettiva temporale del tipo “passato negativo”, che le porta ad attrarre persone che gli causano dolore. Nel libro vengono spiegati i processi che portano le persone ad instaurare relazioni con personalità dannose ed inoltre vengono forniti cinque passi da compiere per porre fine a queste relazioni tossiche.
Alla fine del suo intervento Zimbardo ha assegnato ai partecipanti un compito, ovvero:

  • creare il tempo per far sentire gli altri speciali;
  • creare il tempo per avere compassione verso gli altri e verso noi stessi;
  • creare il tempo per godersi la propria famiglia e gli amici più pienamente;
  • creare il tempo per connettersi con la natura che ci circonda;
  • creare il tempo per iniziare una nuova avventura, una nuova sfida con noi stessi;
  • creare il tempo per prendersi cura del proprio corpo, poiché una mentre sana necessita di un corpo sano;
  • creare il tempo per divertirsi;

 

In conclusione egli ha ribadito l’importanza di comprendere la propria prospettiva temporale e quella di chi ci sta attorno, poiché questa consapevolezza ha degli effetti postivi sulle nostre vite.

 

“Pensa al tempo, pensa a come bilanciare il tempo e usa il tempo bene e in maniera saggia”.

 

Dott.ssa Marta Floridi

Tirocinante, laureata in Psicologia

 
BIBLIOGRAFIA

Zimbardo, P. G., (2008). L’Effetto Lucifero.Cattivi si diventa?. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Zimbardo, P. G., Boyd, J., & Riccucci, M. (2009). Il paradosso del tempo: la nuova psicologia del tempo che cambierà la tua vita. Mondadori.

Zimbardo, P. G., Sword, R. & Sword, R. (2019). La cura del tempo. Superare i disturbi post-traumatici con la nuova psicologia della Prospettiva Temporale. Giunti Psychometrics.

Zimbardo P. G. & Sword R. (2019). Vivere e amare. Guarire dal passato, abbracciare il presente, creare il futuro ideale. Giunti Psychometrics.

Per approfondimenti sull’Esperimento della prigione di Stanford consultare il sito prisonexp.com.

Mentre per conoscere la propria prospettiva temporale visitare www.thetimeparadox.com.

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