#IORESTOACASA: Familiarizzare con le emozioni e imparare a regolarle

 

Citazione Consigliata: Trevisani, C. (2020). #IORESTOACASA: Familiarizzare con le emozioni e imparare e regolarle [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2020/03/20/coronavirus-e-emozioni

 

In questo momento di incertezza, tutti noi siamo sottoposti a piccoli e grandi eventi stressanti quotidiani.

Si attivano numerosi pensieri ed emozioni diverse, per qualità e quantità: alcune saranno un sottofondo constante di bassa o media intensità, altre saranno molto intense, ma più transitorie.

 

QUALI SONO LE EMOZIONI CHE POTREMMO PROVARE IN QUESTO PERIODO?

 

Alcune delle emozioni che le persone provano più frequentemente in questo momento possono essere le seguenti:

  • Ansia, paura, panico (connesso ai pericoli sanitari, sociali ed economici)
  • Irritazione, rabbia, disprezzo, odio (verso chi non segue le norme)
  • Impotenza (rispetto alla propria possibilità di fare qualcosa di utile)
  • Sconforto e mancanza di speranza (rispetto al risolversi della situazione)
  • Solitudine (da isolamento)
  • Tristezza (da perdita della salute, della libertà, delle persone care, del ruolo sociale e lavorativo)
  • Malinconia (per i momenti belli del passato)
  • Noia (per la difficoltà ad ingaggiarsi in attività interessanti o divertenti)
  • Colpa, vergogna (per eventuali danni arrecabili al sé o all’altro conseguenti ad azioni di non protezione o di messa a rischio)
  • Invidia (per chi è in salute o per i paesi che non devono ancora rispettare le restrizioni)

 

Altre persone, al contrario, potrebbero provare anche emozioni “positive” legate all’essere maggiormente focalizzati su altri aspetti della situazione:

  • Altruismo (desiderio di aiutare e tutelare gli altri)
  • Compassione (vicinanza emotiva con tutti le persone che si trovano nella medesima situazione)
  • Divertimento (legato ai momenti di distrazione o convivialità)
  • Tranquillità (da diminuzione del carico di lavoro ed aumento del tempo libero)
  • Ammirazione (per i professionisti sanitari, per tutti i lavoratori impegnati nelle loro attività – come ad esempio nella grande distribuzione – e per tutte le persone che stanno aiutando o rispettano le regole)

 

COME CAMBIANO LE EMOZIONI?

 

Potremmo provare emozioni molto diverse in momenti differenti della giornata ed anche oscillare in modo ambivalente tra stati emotivi diversi ed opposti senza che questo ci debba far pensare che siamo “strani” o che stiamo impazzendo.

Infatti proviamo emozioni completamente diverse sulla base del pensiero o dell’aspetto della situazione a cui stiamo pensando o in cui ci stiamo trovando.

Ad esempio: quando vado a fare la spesa posso sentirmi più impaurito di quando ero a casa se vedo persone attorno a me, e magari penso “potrebbero non essere altrettanto attente alla distanza di sicurezza”; e posso anche, un istante dopo, provare divertimento per una frase simpatica detta da un bimbo in fila alla cassa del supermercato con la mamma; al ritorno verso casa posso anche sentire felicità ed appagamento pregustando la pietanza che cucinerò una volta arrivato.

Come vedete le emozioni si modificano continuamente ed emozioni differenti ci forniscono informazioni diverse. Cerchiamo di diventare più curiosi verso le informazioni nascoste dietro le nostre emozioni: facciamo meno i “giudici” e di più gli “esploratori”!

 

PROVARE EMOZIONI “NEGATIVE” IN QUESTO MOMENTO E’ NORMALE?

 

In questo momento di stress prolungato tutti noi siamo maggiormente in  condizioni di “vulnerabilità emotiva”.

Proprio per questo, alcuni temi personali caldi e nostri tipici stili di pensiero (ad esempio, senso di inadeguatezza, di colpa o preoccupazione pervasiva, autocritica, perfezionismo, pessimismo, ecc.) potrebbero intensificarsi e contribuire all’aumentare dell’intensità con cui sentiamo le emozioni o al loro perdurare.

Ricordiamoci che provare emozioni negative è normale nella vita, a maggior ragione in questo momento!

 

TUTTE LE EMOZIONI SONO UTILI!

 

Cosa fanno le emozioni per noi? A cosa servono?

Abbiamo la brutta abitudine di distinguere le emozioni in “negative” e “positive”.

In realtà tutte le emozioni sono utili, anche quelle “negative”, perché ci segnalano i nostri bisogni ed obiettivi e di conseguenza ci motivano e preparano all’azione (1).

 

Ad esempio, in questo momento:

  • se non provassimo paura, non saremmo spinti a proteggere noi ed i nostri cari.
  • se non provassimo tristezza non sapremmo cosa ci manca ed è importante per noi (le persone care, i nostri hobby, il nostro status socio-economico, il lavoro, ecc.).
  • se non provassimo rabbia non potremmo reagire per eliminare gli ostacoli rispetto ai nostri obiettivi (es. ricominciare ad uscire, lavorare, socializzare, ecc.).

 

Le emozioni inoltre:

(2) ci permettono di segnalare agli altri i nostri bisogni ed obiettivi e di farli agire di conseguenza.

(3) ci danno informazioni importanti e rapide sulla situazione che stiamo vivendo.

 

VALIDIAMO LE NOSTRE EMOZIONI!

 

Le emozioni che proviamo non dipendono soltanto dalla situazione effettiva che stiamo affrontando, ma da tanti altri fattori: dai pensieri che facciamo sugli eventi, dalla presenza di eventi stressanti, da alterazioni ormonali, da fattori genetici, dal nostro tono dell’umore, dalla nostra storia di vita e dalle esperienze del passato.

Quindi non ci sono emozioni giuste o sbagliate da provare!

Nessuno può dirvi cosa è giusto provare, per cui non confrontate le vostre emozioni con quelle di altri e non permettete ad altri di giudicarle.

Anche se vi sembrano strane e poco condivisibili e non avete chiaro perché le sentite è sicuro che indagando nei vostri pensieri e nella vostra storia c’è un ottimo motivo per cui le state provando.

Validando le nostre emozioni ridurremmo la colpa e la vergogna secondarie al fatto stesso di provarle!

Cerchiamo anche di non invalidare le emozioni dei nostri cari. Potete sentirvi diversamente senza che nessuno abbia torto o ragione.

Esempi di validazione: “Non c’è niente di male se sento X, anche se il mio amico/familiare si sente diversamente”. “E’ normale che in questo momento provi X”. “E’ un momento difficile, per forza sento X.”.

 

PERCHE’ REGOLARE LE EMOZIONI?

 

Abbiamo detto che in questo momento più che mai è normale provare emozioni oscillanti o intense o persistenti. Quindi perché dobbiamo regolarle se abbiamo detto che sono utili?

E’ importante che tali emozioni “pertinenti” possano essere regolate perché non diventino troppo intense e siano esse stesse il nostro principale problema. Regolare le emozioni significa quindi agire sull’intensità con cui le proviamo, non mandarle via.

 

Il vantaggio di regolare le emozioni è che ci aiuta a:

  • gestirle al meglio anche per tempi prolungati;
  • sentirci padroni dei nostri processi mentali e delle nostre azioni;
  • mettere in atto comportamenti efficaci che non riusciremmo ad attuare se ragionassimo sempre con la “mente emotiva”.

 

Tutto questo ci fa sentire meno impotenti e più “in controllo” di noi stessi.

 

Di seguito un esempio eclatante dello svantaggio di non regolare le emozioni:

Coloro che nei giorni scorsi hanno preso il treno dal Milano per correre al Sud Italia dai loro cari, sono stati guidati da emozioni legittime di paura per l’incolumità propria o dei propri cari e per la solitudine da lontananza dal proprio nucleo familiare. Tutti noi possiamo riuscire a sentire le stesse emozioni mettendoci nei loro panni, perché è normale per gli esseri umani cercare le proprie figure significative quando hanno bisogno di essere protetti o di proteggere loro dal pericolo. Ma l’azione suggerita dall’emozione di paura (ovvero tornare a casa) non era efficace per raggiungere tale obiettivo (tutelare me ed i miei cari) perché aumentava il rischio di contagio e diffusione del virus. Regolare l’emozione avrebbe permesso di non agire in mente emotiva ed attuare comportamenti più efficaci.

 

Esercizio: Prova a dare un punteggio ad ogni emozione da 1 (il più basso possibile) a 10 (massima intensità) per cominciare ad allenarti. Poi valida la tua emozione. Se senti che è troppo alta per intensità (maggiore di 5) prova a regolarla con le strategie che ti proponiamo (visita la nostra pagina Facebook per i video e le infografiche).

 

GLI STILI DI REGOLAZIONE EMOTIVA

 

Gli stili di regolazione emotiva sono principalmente tre ed anch’essi dipendono dalla nostra esperienza:

  • Chi cerca di sopprimere, evitare o distrarsi dalle emozioni (soprattutto quelle negative);
  • Chi prova spesso emozioni intense e sente di perderne il controllo (col rischio di agirle impulsivamente);
  • Chi è abbastanza a suo agio con le sue emozioni (e quindi non le inibisce, né le disregola).

 

Indipendentemente dal sottogruppo a cui apparteniamo, che ci serve individuare per prendere consapevolezza del nostro punto di partenza, basta un po’ di allenamento affinchè tutti noi possiamo imparare a regolare le emozioni e, se siamo già nel gruppo 3,  per diventare ancora più competenti!

 

L’ONDA DELLE EMOZIONI

 

Ricordiamoci che, se non alimentate dai pensieri, le emozioni sono transitorie, ovvero si presentano, hanno un picco o un plateau, ma pian piano inesorabilmente scenderanno.

Dobbiamo provare ad immaginare noi stessi come dei surfisti ed il corso di un’emozione come la nostra onda: se ne avremo paura l’onda ci sopraffarà e cadremo dalla tavola, se riusciamo con pazienza a cavalcarla (ovvero a stare in contatto con la nostra emozione) pian piano torneremo a riva anche quando è alta 5 metri!

 

 

Dott.ssa Cecilia Trevisani

Psicologa

Direttrice del Centro Clinico di Tages Onlus a Bologna

e Membro del Gruppo Tages Personality

 

 

 

 

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