I DISTURBI DI PERSONALITÀ

 

L’ultima versione del “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali” (DSM-5; APA, 2013) definisce i disturbi di personalità, in generale, come dei pattern di esperienza interna e comportamentale che deviano in modo consistente da quelle che sono le aspettative della cultura di riferimento, e che si manifestano in due o più aree tra: aspetti cognitivi (il modo in cui interpretiamo noi stessi, gli altri ed il mondo), aspetti affettivi (la nostra risposta emotiva), funzionamento interpersonale e controllo degli impulsi. Oltre a ciò, per essere considerato patologico, un pattern di personalità deve risultare pervasivo (e cioè manifestarsi in più ambiti della propria vita), persistente (di lunga durata, con esordio nella tarda adolescenza o nella prima età adulta) e creare nella persona un disagio clinicamente significativo.
Il DSM-5 (APA, 2013) individua dieci disturbi di personalità e li raggruppa in tre aree, in base a similarità descrittive:

 

CLUSTER A

Gli individui con questi tipi di disturbi spesso risultano strani o eccentrici.

 

CLUSTER B:

Le persone con diagnosi che appartengono a questo gruppo spesso appaiono come teatrali, emotivi e instabili.

 

CLUSTER C:

Questo gruppo di diagnosi caratterizza individui ansiosi o spaventati.