mindfulness @ home, mindfulness, online, evento gratuito, webinar

MINDFULNESS @ HOME – 4° incontro

CHE COS’E’ MINDFULNESS @ HOME

 

Grazie all’iniziativa MINDFULNESS @ HOME ogni lunedì potrai collegarti con uno dei nostri esperti per sperimentare una pratica Mindfulness. Tutti gli incontri sono GRATUITI.

Sarà possibile partecipare utilizzando la piattaforma gratuita Zoom (clicca qui per le istruzioni).

Durante gli incontri, ciascuno della durata di circa un’ora, sarà possibile praticare degli esercizi di Mindfulness, facendosi guidare dai nostri esperti. Gli incontri sono indipendenti tra loro, pertanto si può scegliere di partecipare ad uno o più incontri a proprio piacimento.

Al termine di ciascun incontro, per chi vorrà, ci sarà un momento di condivisione e riflessione, avvalendosi anche della chat di Zoom.

Il numero di posti per ciascun incontro è limitato.

 

 

IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI

 

  1. PRIMO INCONTRO – Lunedì 13 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Un respiro consapevole”: Come la consapevolezza può sostenerci a vivere un momento così difficile e incerto, coltivando fiducia in noi e lasciando andare pensieri e preoccupazioni.

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. SECONDO INCONTRO – Lunedì 20 aprile 202 ore 18.30-19.30

“Praticare l’accettazione”: Accettare non significa arrendersi, quanto piuttosto coltivare la nostra capacità di osservare l’esperienza prendendosi cura di ogni pensiero, emozione, sensazione.

Con il Dott. Simone Cheli

 

  1. TERZO INCONTRO – Lunedì 27 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Mindfulness e gratitudine”: Come coltivare l’attitudine della gratitudine attraverso la pratica di mindfulness, per potersi relazionare in modo diverso agli eventi imprevedibili della vita.

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. QUARTO INCONTRO – Lunedì 4 maggio 2020 ore 18.30-19.30

“Sviluppare la Compassione”: La compassione è la capacità di riconoscere la nostra ed altrui sofferenza unitamente all’intenzione di alleviarla, accettando che noi siamo le relazioni nelle quali siamo immersi.

Con il Dott. Simone Cheli

 

 

PER ISCRIVERTI AD UNO O PIU’ INCONTRI, CLICCA QUI

 

Gli incontri sono organizzati dal gruppo TAGES MIND

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MINDFULNESS @ HOME – 3° incontro

CHE COS’E’ MINDFULNESS @ HOME

 

Grazie all’iniziativa MINDFULNESS @ HOME ogni lunedì potrai collegarti con uno dei nostri esperti per sperimentare una pratica Mindfulness. Tutti gli incontri sono GRATUITI.

Sarà possibile partecipare utilizzando la piattaforma gratuita Zoom (clicca qui per le istruzioni).

Durante gli incontri, ciascuno della durata di circa un’ora, sarà possibile praticare degli esercizi di Mindfulness, facendosi guidare dai nostri esperti. Gli incontri sono indipendenti tra loro, pertanto si può scegliere di partecipare ad uno o più incontri a proprio piacimento.

Al termine di ciascun incontro, per chi vorrà, ci sarà un momento di condivisione e riflessione, avvalendosi anche della chat di Zoom.

Il numero di posti per ciascun incontro è limitato.

 

 

IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI

 

  1. PRIMO INCONTRO – Lunedì 13 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Un respiro consapevole”: Come la consapevolezza può sostenerci a vivere un momento così difficile e incerto, coltivando fiducia in noi e lasciando andare pensieri e preoccupazioni.

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. SECONDO INCONTRO – Lunedì 20 aprile 202 ore 18.30-19.30

“Praticare l’accettazione”: Accettare non significa arrendersi, quanto piuttosto coltivare la nostra capacità di osservare l’esperienza prendendosi cura di ogni pensiero, emozione, sensazione.

Con il Dott. Simone Cheli

 

  1. TERZO INCONTRO – Lunedì 27 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Mindfulness e gratitudine”: Come coltivare l’attitudine della gratitudine attraverso la pratica di mindfulness, per potersi relazionare in modo diverso agli eventi imprevedibili della vita.

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. QUARTO INCONTRO – Lunedì 4 maggio 2020 ore 18.30-19.30

“Sviluppare la Compassione”: La compassione è la capacità di riconoscere la nostra ed altrui sofferenza unitamente all’intenzione di alleviarla, accettando che noi siamo le relazioni nelle quali siamo immersi.

Con il Dott. Simone Cheli

 

 

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Gli incontri sono organizzati dal gruppo TAGES MIND

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MINDFULNESS @ HOME – 1° incontro

CHE COS’E’ MINDFULNESS @ HOME

 

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Sarà possibile partecipare utilizzando la piattaforma gratuita Zoom (clicca qui per le istruzioni). 

Durante gli incontri, ciascuno della durata di circa un’ora, sarà possibile praticare degli esercizi di Mindfulness, facendosi guidare dai nostri esperti. Gli incontri sono indipendenti tra loro, pertanto si può scegliere di partecipare ad uno o più incontri a proprio piacimento. 

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Il numero di posti per ciascun incontro è limitato.

 

 

IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI

 

  1. PRIMO INCONTRO – Lunedì 13 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Un respiro consapevole”: Come la consapevolezza può sostenerci a vivere un momento così difficile e incerto, coltivando fiducia in noi e lasciando andare pensieri e preoccupazioni.

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. SECONDO INCONTRO – Lunedì 20 aprile 202 ore 18.30-19.30

“Praticare l’accettazione”: Accettare non significa arrendersi, quanto piuttosto coltivare la nostra capacità di osservare l’esperienza prendendosi cura di ogni pensiero, emozione, sensazione.

Con il Dott. Simone Cheli 

 

  1. TERZO INCONTRO – Lunedì 27 aprile 2020 ore 18.30-19.30

“Mindfulness e gratitudine”: Come coltivare l’attitudine della gratitudine attraverso la pratica di mindfulness, per potersi relazionare in modo diverso agli eventi imprevedibili della vita. 

Con la Dott.ssa Gloria Pansolli

 

  1. QUARTO INCONTRO – Lunedì 4 maggio 2020 ore 18.30-19.30

“Sviluppare la Compassione”: La compassione è la capacità di riconoscere la nostra ed altrui sofferenza unitamente all’intenzione di alleviarla, accettando che noi siamo le relazioni nelle quali siamo immersi.

Con il Dott. Simone Cheli 

 

 

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Gli incontri sono organizzati dal gruppo TAGES MIND

 

Training Ufficiale – MBCT for Obsessive-Compulsive Disorder”

Sono aperte le iscrizioni per il training intensivo “Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Obsessive-Compulsive Disorder” tenuto dal dott. Fabrizio Didonna, Visiting Professor alla Shanghai Jiao Tong University, Coordinatore del Servizio per i Disturbi d’Ansia e dell’Umore e del Servizio per il Disturbo Ossessivo Compulsivo presso la Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano, nonchè curatore del Clinical Handbook of Mindfulness (Springer).

Il training, della durata di 5 giorni (26-30 settembre 2018), ha come obiettivo quello di formare al protocollo Mindfulness-Based Cognitive Therapy for OCD (mbctforocd.com), sviluppato e standardizzato dallo stesso Didonna e oggetto di un libro di prossima uscita per la Guildford Press. Mindfulness-Based Cognitive Therapy for OCD è un intervento strutturato in 11 settimane che ha mostrato ottimi risultati di efficacia ed è oggetto di un trial randomizzato internazionale (Lu et al., 2018).

Il training, che si svolgerà in una villa nel Chianti a pochi chilometri da Firenze, è organizzato da Tages Onlus, I.S.I.MIND e Spazio Iris, con il patrocinio della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva e di Compassionate Mind Italia.

Il corso è a numero chiuso ed è accreditato con 40 ECM.

Per informazioni potete consultare il programma allegato e/o contattare la segreteria organizzativa: info@tagesonlus.org

Per scaricare la brochure: Locandina 

Per scaricare il programma: Programma MBCT for OCD

 

ISCRIZIONI

Per iscriversi è necessario compilare il form (scarica il Form Iscrizione_MBCT4OCD) ed inviarlo alla segreteria, contestualmente al giustificativo del pagamento della quota di iscrizione tramite bonifico bancario (nella brochure sono riportati nel dettaglio i costi e le modalità di pagamento). Vi ricordiamo che il corso è a numero chiuso e pertanto i posti saranno assegnati fino ad esaurimento. Inoltre per i primi 10 iscritti sono gratuitamente disponibili degli alloggi in camera doppia.

I Nostri Reportage: Incontro con Nicola Petrocchi

Citazione Consigliata: Cheli, S. (2017). I Nostri Reportage: Incontro con Nicola Petrocchi [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/11/14/i-nostri-reportage-incontro-con-nicola-petrocchi/

 

Ad uno sguardo distratto e poco informato una terapia focalizzata sulla compassione può risultare cosa di poco conto o quantomeno a rischio di banalità. Altro pregiudizio a cui un lettore prevenuto potrebbe indulgere è quello di un modello interessato a compiacere l’altro senza quindi basarsi su solide basi cliniche e sperimentali. Devo ammettere che anche chi scrive si è approcciato alla Compassion Focused Therapy (CFS) con molti preconcetti e poche speranze. La prima volta che ebbi l’occasione di ascoltare Paul Gilbert, lo sviluppatore della CFS, mantenni tali pregiudizi fino alla conclusione del suo primo blocco di slide in cui rimarcava l’universalità del concetto di compassion nell’esperienza umana e non solo. Dopo questa introduzione infatti, Gilbert ripercorse i fondamenti neurobiologici e clinici del suo approccio, approfonditi e sperimentati per oltre 30 anni. Ed io compresi di dover e voler aggiornarmi su un nuovo ambito di studio a partire da “La Terapia Focalizzata sulla Compassione. Caratteristiche Distintive” (Gilbert, 2012), la cui edizione italiana è stata curata e tradotta da Nicola Petrocchi.

La storia professionale di Gilbert è forse meglio comprensibile situandola in un’area prevalente di intervento e in un contesto teorico di riferimento: rispettivamente la depressione e la psicologia evoluzionistica. Già nella prima metà degli anni ’80 esce la sua prima formulazione teorica basata su un assunto paradossale: se la depressione è così diffusa a prescindere dai contesti socio-culturali e dalle ere, non possiamo non chiederci come e perchè si sia evoluta, ma soprattutto non possiamo non assumere che si sviluppi attraverso un pattern psicobiologico di risposta con un suo fondamento evoluzionistico e quindi un vantaggio evolutivo (Gilbert, 1984). A partire da questa affermazione e dalla successiva elaborazione possiamo infine comprendere la CFT.

Da un punto vista evoluzionistico la depressione sembra evidenziare un pattern di sviluppo e mantenimento fortemente connotato da una dimensione sociale e relazionale: (i) in termini etologici si caratterizza per comportamenti remissimi; (ii) separazione e perdita sono due tra le cause più comuni; (iii) un tono dell’umore basso ha il vantaggio di segnalare sottomissione ed helplessness ad individui dominanti e potenziali caregiver; (iv) una sconfitta in un confronto sociale o la perdita di rango produce una riduzione nei livelli di serotonina associati a loro volta alla patologia depressiva (Brüne, 2016, pp. 183-194). Quello che sembra emergere è quindi che la depressione e le sue sequele comportamentali, emotive, cognitive ed interpersonali, entro un certo livello, possano offrire un vantaggio adattativo in una specie fortemente connotata da una elevatissima complessità sociale.

E su queste basi Gilbert ha sviluppato un modello ancorato su evidenze cliniche e sperimentali che presuppongono che gli umani abbiano evoluto degli specifici sistemi cerebrali che permettono di percepire un senso di sicurezza, rassicurazione e sollievo e che tutto questo è connesso con l’essere oggetto di cure ed affetto (Gilbert, 1992). Così la CFT si evolve come un modello clinico basato su quei meccanismi emotivi, cognitivi ed interpersonali connessi alla compassione genericamente intesa come “una profonda consapevolezza della propria ed altrui sofferenza, conessa con il desiderio ed il tentativo di alleviarla” (Gilbert, 2009, p. 3).

Durante la presentazione tenutasi a Tages Onlus, Nicola Petrocchi ha chiaramente delineato questo cammino personale e professionale di Paul Gilbert con il quale si è formato e collabora, al punto da aver fondato la sezione italiana della Fondazione Compassion Mind. La relazione ha inoltre permesso di comprendere concretamente, al di là degli assunti teorici e delle evidenze scientiche, come la CFT rappresenti un coerente modello di inquadramento e trattamento della psicopatologia. Gli interventi proposti offrono un interessante piano di intervento clinico che possiamo ricondurre agli approcci della cosiddetta Terza Onda della CBT e a quelle caratteristiche transdiagnostiche, contestualistiche e relazionali che definiscono modelli affini alla CFT stessa (Hayes, 2004). Gilbert ha infatti sviluppato un insieme di metodi terapeutici e di concettualizzazione della sofferenza umana che, senza dimenticare i gold-standard della CBT, mostrano la loro efficiacia in una cornice originale ed innovativa di acceptance e mindfulness che Petrocchi ha ben rimarcato tramite  alcuni esercizi esperienziali.

Sempre ricordandosi come “queste tecniche cognitive e mindful non servono semplicemente ad esplorare delle evidenze alternative, ma a divenire più consapevoli dei nostri stessi processi di mentalizzazione” (Liotti & Gilbert, 2011, p. 21).

 

Simone Cheli

Presidente Tages Onlus

 

Bibliografia

Brüne, M. (2016). Textbook of Evolutionary Psychiatry and Psychosomatic Medicine The Origins of Psychopathology. Second Edition. Oxford: Oxford University Press.

Gilbert, P. (1984). Depression: From Psychology to Brain State. London: Lawrence Erlbaum.

Gilbert, P. (1992). Human Nature and Suffering. London: Lawrence Erlbaum.

Gilbert, P. (2009). The Compassionate Mind. London: Robinson.

Gilbert, P. (2012). La Terapia Focalizzata sulla Compassione. Caratteristiche Distintive. Milano: Franco Angeli.

Hayes, S. C. (2004). Acceptance and Commitment Therapy and the New Behavior Therapies: Mindfulness, Acceptance and Relationship. In S. C. Hayes, V. M. Folette, & M. M. Linehan (Eds.), Mindfulness and Acceptance. Expanding the Cognitive Behavioral Tradition (pp.1-29). New York: The Guildford Press.

Liotti, G., & Gilbert, P. (2011). Mentalizing, Motivation, and Social Mentalities: Theoretical Considerations and Implications for Psychotherapy. Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, 84: 9–25.

La relazione tra self-compassion, dipendenza interpersonale e depressione

Citazione consigliata: Cavalletti, V. (2017). Research news: la relazione tra self-compassion, dipendenza interpersonale e depressione [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/11/14/selfcompassion-depressione-dipendenza

I risultati di un recente studio mettono in luce il ruolo della self-compassion e della dipendenza interpersonale in relazione alla depressione, utilizzando un campione di studenti di college americani

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