I Nostri Reportage: Incontro con Antonino Carcione

Citazione Consigliata: Cheli, S. (2017). I Nostri Reportage: Incontro con Antonino Carcione [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/03/31/i-nostri-reportage-incontro-con-antonino-carcione/

 

Il 25 marzo si è svolto presso Tages Onlus il primo evento del ciclo Incontro con l’Autore a cui ha partecipato il dott. Antonino Carcione, direttore scientifico del Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma. Il dott. Carcione ha presentato l’ultimo libro realizzato dall’équipe del Centro, ovvero “Curare i Casi Complessi. La Terapia Metacognitiva Interpersonale dei Disturbi di Personalità” (a cura di Carcione, Nicolò e Semerari, 2016). Il testo rappresenta a nostro avvviso uno dei più interessanti e riusciti modelli di integrazione dei recenti sviluppi delle terapie cognitivo-comportamentali e l’unico di rilievo internazionale realizzato in Italia.

Curare i Casi Complessi” cerca di rispondere ad una domanda che assilla il cognitivismo clinico da oltre 20 anni: come possiamo superare la crisi della moderna nosografia psichiatrica e delle terapie cognitive standard? Per quanto gli autori si siano formati nell’ambito della CBT e ritengano che essa rappresenti la migliore opzione terapeutica a nostra disposizione (Semerari, 2000), non si sono sottratti dal rispondere ad una simile domanda. Il Terzo Centro, fondato nel 1996 da Antonio Semerari ed alcuni suoi brillanti allievi tra cui i curatori del libro, si inserisce nella prolifica tradizione  italiana del cognitivismo clinico che ha visto prima Vittorio Guidano (Guidano & Liotti, 1983) divenire un interlocutore di noti colleghi americani come Mahoney e Beck (Mahoney, 1995), per poi lasciare idealmente il testimone agli attuali influencer della psicoterapia cognitiva nostrana. E’ negli anni ’80 infatti che Francesco Mancini, Sandra Sassaroli e Antonio Semerari sviluppano le riflessioni dei loro maestri su quali siano i processi di mantenimento delle problematiche psicologiche piuttosto che disperdere energie alla ricerca di categorie diagnostiche e terapeutiche immutabili (Mancini, Sassaroli & Semerari, 1984). Da quel momento Semerari porta avanti un percorso di speciazione che lo vedrà prima confrontarsi assieme a Mancini sul costruttivismo kelliano (Kelly, 1955) e su un modello falsificazionista della conoscenza umana (Mancini, Semerari, 1985), successivamente con la dimensione interpersonale (Semerari, 1990) di quei meccanismi di mantenimento che autori come Sullivan (Sullivan, 1953) e Safran (Safran & Segal, 1990) hanno posto al centro dello sviluppo delle nostre vite.

Giungiamo così alla nascita dell’équipe del Terzo Centro e alla lecture che il dott. Carcione ha tenuto presso Tages Onlus, tracciando un percorso teorico, clinico e storico che giunge sino alle pagine di “Curare i Casi Complessi“. Dalle sue parole emerge infatti una componente tanto fondamentale quanto spesso misconosciuta da presunti esperti di relazioni quali sono gli psicoterapeuti, ovvero la dimensione gruppale e condivisa nella co-costruzione di un modello di intervento. A detta di Semerari stesso la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) nasce dalle critiche che i suoi studenti, divenuti poi colleghi, facevano al modello cognitivo standard presentato loro. Così confrontandosi sulle possibili risposte alle domande guida della psicoterapia moderna nasce la TMI come un tentativo di integrare gli sviluppi delle neuroscienze cognitive e del cognitivismo clinico. Dopo il primo tentativo di sviluppare una metodica di assessment (Semerari et al., 2002) in grado di integrare il modello idiografico costruttivista (Feixas & Cornejo-Alvarez, 1996) e quello degli stati della mente (Horowitz, 1987), l’équipe del Terzo Centro ha cercato di dare una risposta coerente ed articolata alla domanda su quali siano i processi di mantenimento di un disturbo, con l’uscita del libro “I disturbi di personalità. Modelli e trattamento. Stati mentali, metarappresentazione, cicli interpersonali“, in cui assistiamo ad una formulazione dei disturbi di personalità come “sistemi auto-organizzanti ed evolutivi” (Dimaggio & Semerari, 2003, p. 24), ovvero caratterizzati da un set di stati mentali tipico e tendenzialmente rigido. In questo volume sono già presenti i costrutti fondanti della TMI (stati mentali, metarappresentazioni, cicli interpersonali) anche se il framework teorico resta il modello nosografico standard dei cluster di personalità.

Curare i Casi Complessi” porta invece alle estreme conseguenze il ragionamento forse iniziato da Semerari negli anni ’80, ovvero la necessità teorica, clinica ed etica di comprendere la persona innanzi a me nel divenire dei suoi processi all’interno ed al di fuori della relazione terapeutica. Il dott. Carcione durante l’incontro ha infatti delineato come la TMI abbia integrato molte delle più recenti e rilevanti riflessioni delle neuroscienze cognitive (Fleming & Frith, 2014) e del cognitivismo clinico (Harvey et al., 2004) formulando un modello tripartitico di metacognizione (autoriflessività, comprensione della mente altrui, mastery) che travalica gli storici dualismi mente/corpo, sè/altro, cognizione/emozione. Se indubbiamente gli autori non sono stati i primi, nè gli unici, ad intraprendere una simile impresa, riteniamo che il loro prescindere da personalismi autoriali e correnti teoriche gli abbia permesso di offrire quello che a nostro avviso è il più completo modello di comprensione e trattamento dei disturbi di personalità esistente nonché un tassello fondamentale per l’implementazione di una teoria de-patologizzata della personalità umana.

Nel tentare una formulazione conclusiva, potremmo dire che se la psicologia di Kelly è affine all’epistemologia di Popper e quella di Guidano a quella di Lakatos, la TMI del Terzo Centro non è certo in contrasto con l’epistemologia sociale di Fuller e con il suo assunto che la conoscenza è sempre un prodotto collettivo (Fuller, 2002).

 

Simone Cheli

Presidente Tages Onlus

 

Bibliografia

Carcione, A., Nicolò, G. & Semerari, A. (Eds). (2016). Curare i Casi Complessi. La Terapia Metacognitiva Interpersonale dei Disturbi di Personalità. Bari: Laterza.

Dimaggio, G. & Semerari, A. (Eds). (2003). I Disturbi di Personalità. Modelli e Trattamento. Stati Mentali, Metarappresentazione, Cicli Interpersonali. Bari: Laterza.

Feixas, G. & Cornejo-Alvarez, J.M. (1996). Manual de Técnica de Rejilla Mediante el Programa RECORD v. 2.0. Barcelona: Ediciones Paidos.

Fleming, S.M. & Frith, C.D. (Eds). (2004). The Cognitive Neuroscience of Metacognition. New York: Springer.

Fuller, S. (2002). Social Epistemology. Second Edition. Bloomington: Indiana University Press.

Guidano. V. & Liotti, G. (1983). Cognitive Processes and Emotional Disorders. New York: The Guildford Press.

Harvey, A., Watkins, E., Mansell, W., & Shafran, R. (2004). Cognitive Behavioral Processes across Psychological Disorders. A Transdiagnostic Approach to Research and Treatment. Oxford: Oxford University Press.

Horowitz, M.J. (1987). States of Mind. Configurational Analysis of Individual Psychology. New York: Plenum Press.

Kelly, G.A. (1955). The Psychology of Personal Constructs. New York: The Norton Library.

Mahoney, M.J. (Ed). (1996). Cognitive and Constructive Psychotherapies. Theory, Research, and Practice. New York: Springer.

Mancini, F., Sassaroli, S. & Semerari, A. (1984). Teorie psicologiche implicite e soluzioni di problemi nevrotici: un approccio darwinista. In G. Chiari & M.L. Nuzzzo (Eds) Crescita e Cambiamento della Conoscenza Individuale. Psicologia dello Sviluppo e Psicoterapia Cognitivista. Milano: Franco Angeli.

Mancini, F. & Semerari, A. (1985). Kelly e Popper: una teoria costruttivista della conoscenza. In F. Mancini & A. Semerari La Psicologia dei Costrutti Personali. Saggi sulla Teoria di G.A. Kelly. Milano: Franco Angeli.

Safran, J.D. & Segal, Z.V. (1990). Interpersonal Process in Cognitive Therapy. New York: Basic Books.

Semerari, A. (1990). Hacia una teoría cognitiva de la relación terapéutica. Revista de Psícoterapia, 5:5-25.

Semerari, A. (2000). Storia, Teorie e Tecniche della Psicoterapia Cognitiva. Bari: Laterza.

Semerari, A., Carcione, A., Dimaggio, G., Falcone, M., Nicolò, G., Procacci, M., Alleva, G., & Mergenthaler, E. (2003). Assessing problematic States in patients’ narratives: the grid of problematic States. Psychotherapy Research, 1(13;3):337-53.

Sullivan, H. S. (1953). The Interpersonal Theory of Psychiatry. New York: The Norton Library.

 

 

No Comments

Post a Comment