I nostri reportage: 61st International Society for the Systems Sciences Congress

Citazione Consigliata: Tages Onlus (2017). I Nostri Reportage: 61st International Society for the Systems Sciences Congress [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/07/14/i-nostri-reportage-international-society-for-the-systems-sciences-congress/

 

Dal 10 al 14 luglio 2017 si è svolto a Vienna il congresso della International Society for the Systems Sciences (ISSS). Il congresso, giunto alla sua 61esima edizione (From Science to Systemic Solutions: Systems Thinking for Everyone), vanta una storia ed un panorama di past president e lecturer di notevole rilievo. A cavallo tra la prima guerra mondiale e la fine degli anni 60 la scienza occidentale ha visto il fiorire di sforzi volti a promuovere un processo di integrazione teorica e applicativa dei saperi esistenti. Da un lato tali sforzi si sono concentrati nello sviluppare modelli unificati all’interno di singole discipline, come ad esempio la teoria del campo unificato e la teoria del tutto in fisica (Hawking, 1998). Dall’altro si costituirono think-thank a carattere temporaneo come i congressi della American Society for the Advancement of Science (antesignana della ISSS) e le conferenze organizzate dalla Macy Foundation, volti a promuovere l’integrazione e lo scambio tra saperi diversi in un’ottica condivisa di progresso scientifico. Questi trend evolutivi della scienza moderna sono accomunati da un focus progressivo su due costrutti a loro volta interconnessi: (i) la concettualizzazione di fenomeni per noi rilevanti in termini di sistemi complessi caratterizzati da pattern auto-organizzativi e dinamiche solo in parte predicibili (Scheffer, 2009); (ii) l’isomorfia tra concetti appartenenti a discipline diverse che funge da supporto nello sviluppo teorico di un singolo sapere e nel persuguire l’unità della scienza nel suo insieme (Bertalanffy, 1976).

La ISSS rappresenta l’evoluzione di questo processo storico della scienza occidentale, annoverando tra i suoi fondatori e past president premi nobel e innovatori nei campi più disparati: dalla biologia (es. von Bertalanffy), alla fisica (es. Prigogine), alla matematica (es. Rapaport), alla cibernetica (von Foerster), alla psicologia (es. Ashby) e così via. Ad ogni congresso si alternano pertanto pensatori disparati e singole giornate dedicate a saperi diversi sempre secondo una prospettiva fondata sui sistemi complessi e sull’isomorfia tra concetti diversi. Vi riportiamo di seguito un breve reportage sulla terza giornata del LXI congresso (Health Day: From Public Health to Health Systems) a cui abbiamo presenziato vista la rilevanza che questo tema ha per le attività e la mission di Tages Onlus.

Secondo il format di tutto il congresso, anche durante la terza giornata dedicata ai sistemi sanitari, si sono alternate durante la mattina le letture magistrali ed una tavola rotonda, nel pomeriggio i workshop e le ricerche afferenti agli Special Interest Group (SIG) della ISSS. La domanda che ha accomunato ogni sessione e ogni relatore è indubbiamente quella della possibilità di gestire la complessità dei sistemi sanitari occidentali a fronte della cosiddetta doppia crisi del nostro welfare, data dall’aumetare esponenziale della domanda a fronte di un progressivo impoverimento delle possibilità di sostenere l’offerta sanitaria (Taylor-Gooby, 2013). Tra i keynote speakers (per un programma dettagliato potete consultare la pagina relativa) non possiamo non citare due dei grandi sviluppatori della teoria dei sistemi complessi nelle organizzazioni sanitarie e non solo: Gerald Midgley e Fredmund Malik.

Gerald Midgley, docente della Hull University, rappresenta uno dei maggiori sviluppatori pensiero sistemico all’interno delle sfide degli organismi pubblici occidentali. A partire dagli anni ’90 ha infatti portato avanti sia una riflessione teorica sui modelli di intervento basati sulla teoria dei sistemi complessi (Midgley & Wilby, 2015), sia una serie di interventi in prima persona volti a applicare tali modelli nella concertazione decisionale nell’ambito della sanità pubblica e delle tematiche ambientali (Midgley, 2000). Durante la sua presentazione ha in particolare descritto il razionale e la metodologia di alcuni interventi svolti in Scozia, Nuova Zelanda e Alaska. In tutti e tre i casi i contesti operativi erano caratterizzati da una notevole frammentazione territoriale sia della domanda che dell’offerta e da una conflittualità comunicativa e decisionale tra tutti gli stakeholder coinvolti. Quello che in particolare ha colpito è l’effetto discriminante della disponibilità degli organi politici (ovvero i promotori dell’intervento) a prescindere da variabili apparentemente più critiche. Midgley e colleghi sono infatti riusciti a raggiungere l’obiettivo prefissato in due ambienti complicati da enormi barriere culturali (ovvero la cultura linguistica e medica dei nativi di Alaska e Nuova Zelanda), fallendo in un contesto per loro più anticipabile, in quanto anglosassoni, come quello scozzese. Al di là dei risultati specifici, il modello di intervento delineato permette di programmare le azioni secondo un metodica ripetibile, flessibile ed orientata ai risultati.

L’altra lecture che maggiormente ha attirato uditori e commenti è stata quella di Fredmund Malik, ormai considerato una sorta di guru della consulenza organizzativa secondo un suo personale modello basato sulla teoria dei sistemi complessi. Dopo aver iniziato la sua carriera come docente dell’università svizzera di San Gallo ha espanso le sue attività sino a divenire visiting professor in numerose università e CEO di una sua azienda di consulenza privata. Nel corso degli ultimi anni ha pubblicato il suo opus magnum rappresentato tra 3 volumi rispettivamente sui temi della teoria del management (Malik, 2010),  governance e policy (Malik, 2011) e strategie manageriali (Malik, 2016). La prospettiva di Malik, fortemente e polemicamente in contrasto con il mainstream americano, vuole presentarsi come alternativa al concetto di shareholder value, ovvero all’idea di improntare un’organizzazione sulla esclusiva massimizzazione del profitto finanziario immediato. Quella che sembrerebbe una posizione meramente (per quanto per alcuni giustamente) politica, rappresenta invece nelle sue parole il frutto di un lungo lavoro di revisione dei modelli gestionali, culturali e decisionali delle organizzazione private e pubbliche occidentali. Tale revisione, ancorata nella cibernetica del secondo ordine e nella teoria dei sistemi complessi, mira a promuovere processi di efficenza produttiva ed organizzativa secondo una procedura validata in oltre 1000 aziende pubbliche e private. Nell’ascoltare Malik quel che colpisce è l’inarrestabile attenzione a sviluppare un modello che bilanci la complessità dei presupposti con l’applicabilità in contesti diversi. Dalla scelta di infografiche e modelli visuali, sino alle metodiche partecipative, tutto è orientato al coinvolgimento il più possibile diffuso del cambiamento organizzativo proposto.

Nel corso della giornata si sono poi alternate presentazioni e dibattiti caratterizzati da un forte integrazione tra sapri pratici e saperi teorici. Durante la mattina numerose ed accesse domande e commenti ha suscitato il dibattito tra alcuni dei lecturer e rappresentanti del mondo medico e politico (tra cui G.M. Auer, il direttore generale del Ministero della Salute austriaco). Nel pomeriggio si sono confrontate diverse posizioni all’interno dei SIG della ISSS. Ci teniamo in particolare a segnalare gli interventi coordinati da Stuart Umpleby (uno dei padri del concetto di emergence) sullo sviluppo storico della teoria dei sistemi complessi e della cibernetica del secondo ordine; nonchè gli interventi in seno al SIG sulla salute mentale durante il quale è stato presentato un modello di psicoterapia basato sul pensiero sistemico nato in collaborazione con Tages Onlus (Cheli, 2017).

 

 

Lo Staff di Tages Onlus

 

 

Bibliografia

Bertalanffy, L. von (1976). General System Theory: Foundations, Development, Applications. Second Edition. New York, NY: George Braziller.

Cheli, S. (2017). An Attempt to Epistemologically Ground Current Psychotherapy. On the Comergence of Human Complex Systems. Proceedings of the 61st Annual Meeting of the International Society of Systems Sciences (In press).

Hawking, S. (1998).  A Brief History of Time. Third Edition. New York, NY: Bantam Books.

Malik, F. (2010). Mastering Complexity Volume 1. Management: The Essence of the Craft. New York, NY: Campus Verlag.

Malik, F. (2011). Mastering Complexity Volume 2. Corporate Policy and Corporate Governance. New York, NY: Campus Verlag.

Malik, F. (2016). Mastering Complexity Volume 3. Strategy: Navigating the Complexity of the New World. New York, NY: Campus Verlag.

Midgley, G. (2000). Systemic Intervention. Philosophy, Methodology and Practice. Berlin, Germany: Springer.

Midgley, G., & Wilby, J. (2015). Learning across Boundaries: Exploring the Variety of Systems Theory and Practice. Systems Research & Behavioral Science 32(5):509-513.

Scheffer, M. (2009). Critical Transitions in Nature and Society. Priceton, NJ: Princeton University Press.

Taylor-Gooby, P. (2013). The Double Crisis of the Welfare State and What We Can Do About It. Basingstoke, United Kingdom: Palgrave McMillan.

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