Research News – Noia e fallimento: i motori del processo creativo

Citazione consigliata: Mascioni, R. (2017). Research News – Noia e fallimento: i motori del processo creativo [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/11/20/noia-e-fallimento

I bambini di oggi, iperprotetti e controllati, sono meno creativi.

Uno studio pubblicato sul Creativity Research Journal documenta, negli ultimi trent’anni, un costante declino della creatività. L’autrice, Kyung Hee Kim, docente di Creatività e Innovazione al College of William & Mary in Virginia, ha analizzato i punteggi ottenuti da bambini – nati in diversi anni – in una batteria di test di creatività (Test di Torrance del Pensiero Creativo – TTCT): il declino è iniziato tra il 1984 e il 1990 per poi continuare senza sosta. I dati mostrano come i bambini sono diventati emotivamente meno espressivi, meno energici, meno loquaci, dotati di minore senso dell’umorismo e immaginazione, meno vitali, meno capaci di collegare tra loro cose apparentemente irrilevanti e meno capaci di vedere le cose da una prospettiva diversa. In sintesi tutti gli aspetti della creatività del bambino sono risultati in forte crisi ma, soprattutto, quello più importante, il cosiddetto “indice di elaborazione creativa”, ossia la capacità di partire da una certa idea e creare da quella qualcosa di nuovo.

Lo psicologo Peter Gray del Boston College sostiene che la crisi della creatività deriva, sostanzialmente, da un’evidente riduzione delle opportunità dei bambini a giocare in modo libero: i bambini di oggi, rispetto a quelli del passato, si incontrano di meno fuori casa e, quando stanno insieme, spesso, sono supervisionati da un adulto.

I bambini – impegnati tra numerose attività scolastiche e non – praticamente non hanno tempo di annoiarsi. Ma attenzione, perché come scrive Daniel Pennac, è proprio la tanto temuta noia a portare alla creatività: “… pianoforte dalle cinque alle sei, chitarra dalle sei alle sette, danza il mercoledì, judo, tennis, scherma il sabato, sci di fondo ai primi fiocchi di neve, corso di vela ai primi raggi di sole, ceramica i giorni di pioggia, viaggio in Inghilterra, ginnastica ritmica… Nessunissima possibilità lasciata al più piccolo quarto d’ora di faccia a faccia con se stesso… La bella noia… La lunga noia… Che rende possibile la creazione…”.

Ma, al contrario, noi adulti facciamo in modo che i nostri figli non debbano mai annoiarsi: siamo talmente preoccupati di vederli delusi o tristi che arriviamo, addirittura, a pagare un animatore per la festa di compleanno che intrattiene gli invitati e che organizza i giochi. Ma se li priviamo della possibilità di annoiarsi quando potranno immaginare avventure fantastiche o inventare giochi o coltivare le proprie passioni?

Oggi più che mai siamo “genitori spazzaneve” termine usato dagli inglesi: non permettiamo ai nostri figli di compiere errori ma tendiamo sempre a spianare loro la strada. Ma attenzione ancora, perché il fallimento è parte integrante del processo creativo. È di vitale importanza permettere ai bambini di confrontarsi con la realtà, aiutandoli in situazioni difficili ma mai sostituirsi a loro: se, infatti, riescono a comprendere che il fallimento è parte di un processo, riusciranno a gestirlo e non avranno paura di provare e sperimentare nuove idee e soluzioni sempre più complesse.

 

Dott.ssa Roberta Mascioni

Psicologa e Psicoterapeuta

(Iscrizione all’Ordine  degli Psicologi dell’Umbria n°483)

 

Riferimenti bibliografici e sitografici

  • Gray Peter -Studio sul declino della creatività nei bambini: https://www.psychologytoday.com/blog/freedom-learn/201209/children-s-freedom-has-declined-so-has-their-creativity
  • Mark A. Runco, Garnet Millar, Selcuk Acar e Bonnie Cramond (2010). Test di Torrance del pensiero creativo come predittori di risultati personali e pubblici: un follow-up di cinquanta anni. Diario di ricerca sulla creatività, 22, 361-368.
  • Pennac Daniel. Come un romanzo. Milano: Feltrinelli Editore
  • Kyung Hee Kim (2011). La crisi della creatività: la diminuzione dei punteggi di pensiero creativo nei test di Torrance of Creative Thinking. Diario di ricerca sulla creatività, 23, 285-295.Noia
No Comments

Post a Comment