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Migliorare il legame con i tuoi figli: la genitorialità consapevole

Citazione Consigliata: Campaert, K. (2020). “Migliorare il legame con i tuoi figli praticando la genitorialità consapevole” [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2020/05/03/genitorialità-consapevole

 

MIGLIORARE IL LEGAME CON I TUOI FIGLI PRATICANDO LA “GENITORIALITÀ CONSAPEVOLE”

 

Le restrizioni dovute al coronavirus rendono la situazione attuale particolarmente anomala, e probabilmente i genitori si trovano a discutere o a litigare con i propri figli più spesso di quanto in realtà vorrebbero.

 

Le possibili fonti di stress possono essere veramente tante; qualche esempio?

  • la convivenza 24h/24, magari in una casa in cui non c’è modo per ciascuno di ritagliarsi uno spazio “privato”;
  • le preoccupazioni o le stress per il lavoro, che manca o che va svolto in modalità diverse;
  • la paura della malattia e le preoccupazioni per i propri cari

 

E tutto questo stress ci rende più irritabili e mette a rischio le nostre relazioni interpersonali, compreso il rapporto con i nostri figli.

 

Potremmo invece approfittare di questo periodo difficile per rafforzare la relazione con loro, per goderceli di più, per divertirci insieme.

 

Come? Imparando a praticare la ”genitorialità consapevole”.

 

Che cos’è la genitorialità consapevole e perché può esserci utile?

 

Il “mindful parenting”, o genitorialità consapevole, viene spesso descritta come una delle competenze fondamentali della buona genitorialità (Duncan, 2009; Steinberg, 2004; Kabat-Zinn & Kabat-Zinn, 1997). Un genitore può considerarsi “consapevole” (o mindful) quando riesce a prestare attenzione alle proprie esperienze in un modo particolare, con l’atteggiamento tipico della mindfulness.

 

Quale? Il genitore consapevole presta attenzione alle esperienze per come esse stanno accadendo in un preciso momento; lo fa intenzionalmente e con un atteggiamento curioso, disponibile, accogliente, non giudicante, gentile e amichevole (Baer et al, 2008; Kabat-Zinn, 1994).

 

Il genitore consapevole presta questo tipo di attenzione a ciò che accade nella propria quotidianità: all’esperienza di essere genitore, all’esperienza delle interazioni e della relazione con i propri figli, e all’esperienza dei figli.

 

Le evidenze scientifiche dicono che coltivare la competenza della genitorialità consapevole può portare a diversi benefici tra cui una migliore qualità del legame tra genitori-figli e un maggiore benessere individuale sia del genitore che del figlio (Coatsworth et al, 2015 ; Bogels & Restifo, 2014).

 

Come iniziare a coltivare la genitorialità consapevole?

 

Un buon modo per iniziare ad accrescere la competenza del mindful parentingpuò essere allenarsi alla genitorialità consapevole attraverso le esperienze quotidiane neutre, cioè nelle situazioni prive di conflitto, ma anche di intenzionalità (come per esempio “ora facciamo qualcosa di bello insieme”). Si tratta dunque di provare a coltivare l’atteggiamento della mindfulness nella vita quotidiana di tutti i giorni.

 

Perché è importante? Abbiamo una naturale tendenza a focalizzarci sui problemi e sulle difficoltà (Vaish et al., 2008): i figli che non fanno i compiti, le loro scuse quando devono mettere in ordine la camera, le bizze che fanno per andare a letto, ecc.

 

Questa nostra caratteristica ha un valore adattivo in quanto attiva in noi una serie di meccanismi che ci portano a risolvere i problemi e superare le difficoltà. Peccato però che al contempo questa modalità ci impedisca di vedere ciò che invece va bene, con il rischio che i momenti piacevoli scivolino via senzaaverliassaporati al meglio e lasciandoci addosso, a fine giornata, soloun’amara insoddisfazione.

 

E se invece fossimo presenti a pieno nei momenti belli? Essi sarebbero fonte di energia e di benessere psicologico.

Ci sono alcune attività che possono essere particolarmente utili per la competenza del mindful parenting.

 

Qualche suggerimento?

 

Il genitore consapevole, come abbiamo già accennato, presta attenzione in modo particolare alle esperienze: lo fa intenzionalmente, nel momento presente -“qui e ora”- e in modo non giudicante.

 

Partendo da questa definizione, vi proponiamo di seguito alcune attività da praticare (per esempio una volta al giorno) per diversi giorni, in modo da poter osservare ogni volta qualcosa di nuovo.

 

  • Prima attività: Osserva tuo figlio/ tua figlia con consapevolezza mentre sta facendo una cosa qualsiasi. Osservalo/a per esempio mentre gioca, parla, dorme, mangia. Scegli un momento casuale ma tranquillo, non un momento in cui c’è tensione. Cerca di non interromperlo/a in quello che sta facendo e osservalo in modo discreto, in modo che non si accorga che lo stai osservando. Prova ad immaginare di vedere tuo figlio/ tua figlia come se lo/a vedessi per la prima volta, come se tu fossi un viaggiatore venuto da un paese lontano che non conosce le abitudini, le aspettative, gli obiettivi del tuo paese, che non conosce né te, né la tua storia, né tuo figlio/ tua figlia, né la vostra storia insieme. Presta attenzione a tuo figlio/ tua figlia con tutti i tuoi sensi: con gli occhi nota i suoi colori, le sue forme, il modo in cui si muove, nota tutti i dettagli, per esempio come muove il suo corpo, le sue gambe, le mani. Nota la sua agitazione o la sua tranquillità, quello che capita nel momento presente. Osserva la sua bocca: la forma, il movimento. Si muove con facilità? Con fatica? I suoi occhi: come cambiano, se cambiano, mentre sta facendo quello che fa? Com’è la luce, la brillantezza, il colore? Ascoltalo/a: i suoni che produce, come parla, il tono della sua voce, magari anche il suono del respiro o il battito del cuore. Potresti anche sentire il suo odore, se siete vicini, o il suo calore, il suo tocco se lo/a tieni in collo o se sta accanto a te. Questa è l’essenza di tuo figlio, di tua figlia.

 

  • Seconda attività: Fai una delle attività di routine con tuo figlio/tua figlia con consapevolezza. Presta attenzione a quello che sta succedendo e ai dettagli, di nuovo con la curiosità del viaggiatore che viene da un paese lontano, senza dare alcun giudizio. Non catalogare quello che succede secondo un criterio, tipo “va bene – non va bene – è difficile – è facile – è brutto – è buono – è incapace – è bravo” … o simili. Scegli l’attività idonea a seconda dell’età di tuo figlio/tua figlia, per esempio quando lo/a vesti, quando pettini i suoi capelli, quando lo/a svegli, quando lo/a metti a letto, mentre fate colazione insieme, mentre guardate la televisione insieme.

 

  • Terza attività: Fai un’attività che piace ad entrambi in modo consapevole. Sempre prestando attenzione a quello che sta succedendo e ai dettagli, sempre con la curiosità del viaggiatore che viene da un paese lontano, sospendendo il giudizio sia su di te che su tuo figlio o tua figlia, e di nuovo senza catalogare quello che succede. Potete ad esempio giocare insieme, fare un’attività motoria, leggere un libro, cucinare, conversare…

 

Qualcosa in più: Mentre fai queste attività di osservazione consapevole puoi anche notare quello che provi tu, le tue emozioni.

Sospendere il giudizio è difficile. Noterai anche quanto è difficile non passare in modo automatico a un’interpretazione di quello che vedi, e quanto è difficile sospendere il giudizio. Questo è normale perché il nostro cervello elabora le informazioni in modo automatico. Ogni volta che stai interpretando cerca di riportare la tua attenzione all’osservazione di quello che sta succedendo.

 

Dott.ssa Kristel Campaert

Psicologa e Insegnante di Protocolli basati sulla Mindfulness

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

Baer, R. A., Smith, G. T., Lykins, E., Button, D., Krietemeyer, J., Sauer, S., et al. (2008). Construct validity of the five facet mindfulness questionnaire in meditating and nonmeditating samples. Assessment, 15, 242–329. doi:10.1177/107319110 7313003.

Bogels & Restifo. (2014).  Mindful Parenting. A Guide for Mental Health Practitioners. New York: Springer.

Coatsworth, J. D., Duncan, L. G., Nix, R. L., Greenberg, M. T., Gayles, J. G., Bamberger, K. T.,. . . Demi, M. A. (2015). Integrating mindfulness with parent training: effects of the Mindfulness-Enhanced Strengthening Families Program. Developmental Psychology, 51(1), 26–35.

Dumas, J. E. (2005). Mindfulness-based parent training: Strategies to lessen the grip of automaticity in families with disruptive children. Journal of Clinical Child and Adolescent Psychology, 34, 779–791. doi:10.1207/s15374424jccp3404_20.

Duncan, L. G., Coatsworth, J. D., & Greenberg, M. T. (2009). A model of mindful parenting: Implications for parent–child relationships and prevention research. Clinical Child and Family Psychology Review, 12(3), 255–270.

Kabat-Zinn, J. (1994). Wherever you go there you are: Mindfulness meditation in everyday life. New York: Hyperion.

Kabat-Zinn, M., & Kabat-Zinn, J. (1997). Everyday blessings: The inner work of mindful parenting. New York: Hyperion.

Steinberg, L. (2004). The 10 basic principles of good parenting. New York: Simon & Schuster.

Vaish, A., Grossmann, T., Woodward, A., (2008). Not all emotions are created equal: the negativity bias in social-emotional development. Psychol. Bull. 134, 383–403.

 

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