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IL FENOMENO DEL “MUKBANG”

Citazione Consigliata: Peccenini, L. (2021). “Il fenomeno del Mukbang” [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2021/02/09/il-fenomeno-del-mukbang/

 

 

Si tratta di un recente fenomeno di origine coreana che ha visto la sua diffusione tramite piattaforme di streaming come Youtube, Twitch o simili.

La parola Mukbang deriva dall’unione dei termini “mangiare” e “mandare in onda” e si riferisce ad uno spettacolo durante il quale il protagonista pubblica online un video che lo raffigura mentre prepara, ma soprattutto consuma, grandi quantità di cibo.

Solitamente, viene posto un microfono molto vicino alla bocca per registrare i suoni collegati alla masticazione e all’ingerimento del cibo. In questo senso c’è una sovrapposizione tra Mukbang e video ASMR (acronimo dei termini Autonomous Sensory Meridian Response), cioè raccolte di suoni considerati piacevoli per chi li ascolta e che producono una particolare sensazione di formicolio alla base della testa.

Infine il video è caratterizzato anche dall’interattività con il pubblico, che può chattare con la persona che sta mangiando, fare richieste rispetto a cosa e come mangiare le pietanze presenti e, occasionalmente, fare donazioni economiche.

Anche se il fenomeno ha visto la sua origine in Asia, in particolare in Corea del Sud, probabilmente in risposta a uno specifico contesto culturale e sociale, si tratta ormai di un fenomeno mondiale.

I numeri parlano chiaro: i video fanno milioni di visualizzazioni in tutto il mondo, i loro protagonisti sono veri e propri influencer con un enorme seguito di follower e la piattaforma Twitch ha creato un apposito canale chiamato “Social Eating”, (letteralmente “Mangiare sociale”) (Anjani et al., 2020).

 

Le caratteristiche dei video Mukbang sono quindi:

  • grandi quantità di cibo che viene preparato e ingerito;
  • stimoli uditivi che producono una percezione piacevole;
  • convivialità, interattività con il pubblico.

 

Questo fenomeno si inserisce nell’area della “convivialità digitale”, cioè quell’ampio ambito di studio che indaga le reciproche influenze tra l’atto del mangiare e la tecnologia, e nell’area del “food porn”, inteso come il trarre piacere dall’interazione visiva con il cibo piuttosto che dal consumarlo (il famoso detto “si mangia prima con gli occhi”, coniato già ai tempi dell’Antica Roma) (Spence, Mancini & Huisman, 2019).

 

“Mukbang” e Disturbi dell’Alimentazione

 

La visione di questi video può avere un’influenza sul comportamento alimentare o più in generale sulla percezione del cibo? E soprattutto si tratta di un’influenza positiva o negativa per chi soffre di un disturbo che si manifesta proprio nella relazione con il cibo, ad esempio nel caso di Disturbi Alimentari o dell’Obesità?

Data la novità del fenomeno, le ricerche che hanno cercato di rispondere a questi interrogativi sono ancora scarse e i risultati non definitivi ma offrono alcuni interessanti spunti di riflessione.

Innanzitutto emerge che la quantità di cibo ingerito nel corso dei video, che spesso assumono le caratteristiche di un episodio di abbuffata organizzata, correli con la quantità di spettatori. Ciò non accade con altre caratteristiche, come ad esempio il tipo di alimento scelto per il video.

In poche parole hanno più successo i video nei quali la persona mangia di più (Kang & Lee, 2020). Tale relazione non stupisce se teniamo in considerazione il fenomeno della “fame visiva”, cioè la naturale predisposizione dell’essere umano a trarre piacere dalla visione di stimoli alimentari.

Il collegamento tra cibo, in particolare con alto contenuto di calorie, e piacere è un retaggio evolutivo creatosi nella preistoria, quando la vista di alimenti era strettamente associata alla sopravvivenza.

Ma nella nostra realtà quotidiana, nella quale siamo sovraesposti a questo genere di immagini (attraverso i social, i programmi televisivi, i libri di cucina, ecc..) ciò potrebbe alterare il rapporto con l’effettivo consumo del cibo rendendo quasi più piacevole la vista degli stimoli alimentari rispetto all’effettiva consumazione (Spence et al., 2016).

 

Tutto ciò determina conseguenze nell’effettivo comportamento alimentare degli spettatori?

Non abbiamo ancora una risposta a tale domanda, ma è importante tenere in considerazione il significato soggettivo che attribuiamo agli stimoli alimentari. Se è vero che il cibo ha universalmente un valore di ricompensa l’insorgere di una spinta, un impulso a mangiare in seguito alla visione di cibi che ci piacciono dipende dal valore soggettivo che attribuiamo a quello stimolo.

Per ognuno di noi infatti il cibo può rappresentare in maniera più o meno intensa l’attivazione del circuito del piacere e questo definisce quanto la vista del cibo è importante nel guidare il nostro comportamento (Guindani et al., 2019).

Ne deriva che, per quelle persone per cui le immagini del cibo sono fortemente attivanti, essere esposti costantemente a immagini alimentari, compresa la visione di video di Mukbang, può rappresentare un fortissimo trigger a cercare cibo e mangiare in modo eccessivo, non salutare e compulsivo comportando possibili esiti patologici.

La recente ricerca di Kircaburun e colleghi (2020) si è concentrata sugli utenti che guardano in modo “problematico ed eccessivo” i video di Mukbang, cioè con una modalità associabile a una dipendenza sia per la quantità di tempo dedicata alla visione che in termini di sintomi (aumento della tolleranza, astinenza, ricadute, alterazioni dell’umore). Lo studio ha individuato una correlazione tra la visione problematica di tali video (misurata utilizzando la scala MAS-Mukbang Addiction Scale) e Disturbi Alimentari.

Gli autori ipotizzano che i meccanismi che legano la visione del Mukbang alle problematiche dell’alimentazione siano i seguenti:

 

  • creazione di credenze distorte rispetto all’alimentazione e al tenersi in forma, prodotti dalla visione di persone molto magre che consumano grandissime quantità di cibo;
  • aumento della percezione di accettabilità sociale dell’alimentazione incontrollata (binge-eating) e come adeguata a uno stile di vita salutare;
  • effetti negativi sull’alimentazione nella vita reale degli utenti: essere sottoposti ripetutamente agli stimoli visivi e uditivi irrealistici e appositamente intensificati dei video potrebbe ridurre il piacere che si trae dall’alimentazione reale.

 

Ma cosa pensano gli utenti di questo fenomeno?

Lo studio di Strand e Gustaffson (2020), che analizza i commenti ai video di Mukbang in diverse piattaforme, evidenzia un’ambivalenza nei confronti di questi contenuti da parte degli utenti. Si registrano infatti commenti “positivi” che sottolineano come la visione di questi video aiuti il rapporto con il cibo, aumentando la quantità di cibo ingerito nel caso di problemi di restrizione, riducendo i fenomeni di abbuffata e il senso di vergogna legato al mangiare.

Tuttavia emergono anche commenti “negativi”, che evidenziano come la visione di questi contenuti sia per alcuni nociva, portando a uno stile alimentare incontrollato o creando insoddisfazione per il proprio corpo e un senso di competizione nei confronti dei protagonisti, che ingeriscono queste enormi quantità di cibo senza subire cambiamenti nel loro peso.

L’interpretazione dei dati degli autori è contesto-dipendente: l’influenza può essere positiva o negativa in base al contesto, alla situazione specifica dell’utente e non definibile a priori in base alle conoscenze finora possedute.

In conclusione non emerge ancora chiaramente dalla letteratura il ruolo che i fenomeni del Mukbang (e più in generale del food porn) possono ricoprire rispetto alla percezione del cibo e alle abitudini alimentari delle persone, in particolare di coloro che soffrono di Disturbi dell’Alimentazione o di Obesità.

E’ chiaro tuttavia che le implicazioni sia a livello individuale che socio-culturale di questi fenomeni siano molto importanti e meritino di essere ulteriormente approfondite.

 

 

Dott.ssa Ludovica Peccenini

Psicologa Neuropsicologa

Iscrizione all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna  n° 9014

Membro del gruppo Tages Nutrition e Tages Brain

 

 

BIBLIOGRAFIA

Anjani L., Mok T., Tang T., Oehlberg L., B. G. W. (2020). Why Do People Watch Others Eat? An Empirical Study on the Motivations and Practices of Mukbang viewers. CHI 20, April 25-30.

Guindani, M., Schembre, S. M., Versace, F., Frank, D. W., Stevens, E. M., & Deweese, M. M. (2019). The reality of “food porn”: Larger brain responses to food ‐ related cues than to erotic images predict cue ‐ induced eating. Wiley Psychophysiology November 2018, 1–13.

Kang, E., & Lee, J. (2020). The popularity of eating broadcast: Content analysis of “mukbang”: YouTube videos , media coverage , and the health impact of “ mukbang ” on public. Health informatics Journal 1-12

Kircaburun, K., Yurdagül, C., Kuss, D., Emirtekin, E., & Griffiths, M. D. (2020). Problematic Mukbang Watching and Its Relationship to Disordered Eating and Internet Addiction: A Pilot Study Among Emerging Adult Mukbang Watchers. International Journal of Mental Health and Addiction.

Spence, C., Mancini, M., & Huisman, G. (2019). Digital Commensality: Eating and Drinking in the Company of Technology. Frontiers in Psychology, 10(October).

Spence, C., Okajima, K., Cheok, A. D., Petit, O., & Michel, C. (2016). Eating with our eyes: From visual hunger to digital satiation. Brain and Cognition, 110, 53–63.

Strand, M., & Gustafsson, S. A. (2020). Mukbang and Disordered Eating: A Netnographic Analysis of Online Eating Broadcasts. Culture, Medicine and Psychiatry.

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