Adolescenza e sviluppo cognitivo del cervello: i dati dell’ABCD Study

Citazione Consigliata: Tages Onlus (2018). Adolescenza e sviluppo cognitivo del cervello [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2018/02/16/adolescenza-e-sviluppo-cognitivo-del-cervello

Il National Institute of Mental Health (NIMH) americano ha recentemente reso disponibile il primo dataset di un progetto tanto ambizioso quanto cruciale. Adolescent Brain Cognitive Development Study (ABCD Study) rappresenta il più esteso studio (sicuramente americano, al meglio delle nostre conoscenze mondiale) longitudinale sullo sviluppo cognitivo del cervello negli adolescenti. Per motivare il generico aggettivo “esteso” ricordiamo come, ad oggi, siano stati arruolati circa 7.500 soggetti (ovvero 7.500 bambini di 9-10 anni ed i loro genitori) che verranno seguiti per 10 anni. Il solo dataset iniziale che riguarda i primi 4.500 soggetti contiene approssimativamente 30 terabyte di dati, una mole di informazioni che se fosse conservata in CD-ROM, ne occuperebbe quasi 43.000. Al fine di facilitare il processo di elaborazione e diffusione dei dati (disponibili dal 15/02/2018) il NIMH permetterà a tutti i ricercatori interessati di accedere direttamente al dataset (vedi pagina di richiesta credenziali).

L’ABCD Study che si avvale di un budget di oltre 300 milioni di dollari, coinvolge una rete di 21 università e istituti di ricerca americani, nonchè società scientifiche quali l’American Psychological Association e l’American Academy of Pediatrics. Tutte queste risorse sono state mobilitate al fine di superare uno dei maggiori bias esistenti nel campo dellla psicologia e delle neuroscienze: la gran parte delle citatissime ipotesi evolutive che abbiamo sullo sviluppo cosiddetto normale o patologico si fondano su studi retrospettivi, spesso correlazionali. In termini epidemiologici infatti, per assumere con rilevanza statistica che un fattore evolutivo (es. l’abuso di alcol nella prima adolescanza) incida su una patologia in età adulta (es. dipendenza da alcol), devo poter seguire un campione sufficientemente ampio  per un periodo pari a quello oggetto di studio (es. dalla prima adolescenza alla piena età adulta). Purtroppo la gran parte delle teorie evolutive si basano su ricerche non sufficientemente robuste (es. chiedere a persone con dipendenza da alcol se hanno avuto episodi di abuso nella prima adolescenza), come è invece uno studio prospettico di coorte in cui si analizza l’andamento longitudinale dei dati rilevati (Twirsk, 2013). Motivo per cui, l’ABCD Study permetterà di descrivere accuratamente “la normale traiettoria dello sviluppo cerebrale di un adolescente – similmente ai grafici su peso e altezza dei pediatri – e usarla per iniziare a rispondere a molte delle domande a cui gli studi correlazionali non sanno rispondere e che oggi appaiono come l’irrisolvibile quesito dell’uovo e della gallina” (Wadman, 2018).

Simili interrogativi e prospettive di ricerca non assolvono meramente ad una problematica statistica di effect size o robustness. Si inseriscono piuttosto in un più vasto movimento contemporaneo nello studio della psicopatologia, meglio definito dal passaggio da una prospettiva categoriale ad una dimensionale alla diagnosi (Cheli, 2017). In particolare, il NIHM rappresenta uno dei promotori del modello dei Research Domain Criteria a cui studi evolutivi come l’ABCD Study fanno riferimento (Beauchaine & Cicchetti, 2016). L’assunto di base è che esista una complessa interazione evolutiva di tratti personali geneticamente determinati che, interagendo con l’ambiente ed eventi specifici porti a concretizzare una suscettibilità in diverse forme psicopatologiche (Cicchetti & Walker, 2003). Uno degli ambiti su cui ad esempio stiamo raccogliendo sempre maggiori evidenze corrisponde all’associazione tra tratti impulsivi e disturbi esternalizzanti (Beauchaine, Zisner, & Sauder, 2017).

L’ABCD Study permetterà di confrontare diverse rilevazioni (alcune ogni anno, altre ogni due anni) che coinvolgeranno sia il bambino-adolescente che i suoi genitori. Alla rilevazione basale viene effettuata una batteria estensiva che compende assessment fisico, cognitivo, sociale, emotivo, ambientale, comportamentale e scolastico, nonchè una serie di rilevazioni di neuro-imaging e di paramentri biofisici ormonali, genetici, epigenetici, ambientali, etc. (vedi la pagina del protocollo).

Non possiamo quindi non restare ammirati da una simile impresa, pur riflettendo su come i sistemi di assessment, per quanto utilizzati in una cornice dimensionale, siano ancora fortemente ancorati ad una diagnosi categoriale. Quello che è certo è che un simile studio potrà e dovrà supportare sempre più l’assunto per cui “la vulnerabilità costituzionale ai disturbi mentali insorge dall’interazione di fattori multipli, alcuni specifici altri non specifici” (Cicchetti & Walker, 2003, p. xii).

 

Lo Staff di Tages Onlus

 

 

Bibliografia

Beauchaine, T.P., & Cicchetti, D. (2016). A new generation of comorbidity research in the era of neuroscience and Research Domain Criteria. Development and Psychopathology, 28:891–894.

Beauchaine, T.P.,Zisner, A.R., & Sauder, C.L. (2017). Trait impulsivity and the externalizing spectrum. Annual Review of Clinical Psychology, 13:343-368.

Cheli, S. (2017). I Nostri Reportage: Incontro con Andrea Fossati [Blog Post]. Retrieved from: https://www.tagesonlus.org/2017/05/23/incontro-con-andrea-fossati/

Cicchetti, D., & Walker, E. (2003). Neurodevelopmental Mechanisms in Psychopathology. Cambridge: Cambridge University Press.

Twirsk, J.W.R (2013). Applied Longitudinal Data Analysis for Epidemiology: A Practical Guide. Second Edition. Cambridge: Cambridge University Press.

Wadman, M. (2018). Huge study of teen brains could reveal roots of mental illness, impacts of drug abuse. Science, DOI:10.1126/science.aas9080. Retrieved from: http://www.sciencemag.org/news/2018/01/huge-study-teen-brains-could-reveal-roots-mental-illness-impacts-drug-abuse

 

 

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